L’industria musicale dopo Napster

Cosa è rimasto del mercato delle canzoni dopo un decennio di file sharing?

23 marzo 2011

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Sembra passato un decennio. E in effetti lo è. Correva l’anno 1999 quando Shawn Fanning e Sean Parker mettevano on line Napster, il primo sistema di file sharing di massa che potenzialmente permetteva a tutti di poter “scaricare” le canzoni di tutto il mondo. L’avventura si è conclusa nel 2001 dopo le denunce delle grandi case discografiche. Ma è innegabile che da allora il mercato musicale è stato sconvolto. Decine di software emuli si sono succeduti e a niente sono valsi i tentativi delle major di farli chiudere. Anche adesso i ragazzi scaricano gratis (e illegalmente) la musica da internet.

 

Un recente studio dello statunitense Joel Waldfogel, dell’Università del Minnesota, dimostra che l’ingresso di nuovi artisti nel mercato musicale tuttavia non è stato danneggiato dalla pirateria. Ciò nonostante la diminuzione della domanda musicale. Inoltre è cresciuto il ruolo delle etichette indipendenti.

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