Perché tenere in piedi i vecchi palazzi

Perché tenere in piedi i vecchi palazzi

A New York una palazzina storica sta per essere demolita. Un errore anche per chi ama i palazzi moderni.

23 marzo 2011

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East Village, Manhattan. Quartiere di artisti e studenti ai confini con il Greenwich, scoperto negli anni Sessanta dalla scena musicale, quindi riqualificato, gentrificato e oggi un po’ in declino. Luogo simbolo della controcultura newyorkese, una nuova protesta dovrà partire da qui per salvare dall’abbattimento una vecchia casa in stile federale.

 

Nei progetti della città un nuovo palazzo dovrà infatti sostituire il basso edificio in mattoni di Cooper Square, costruito nel 1825, nonostante le ricerche storiche degli abitanti mobilitati ne mostrino l’importanza storica. La difesa non è solo questione di nostalgia, però: preservare il passato è anzi necessario a mantenere il valore del presente. Senza la casa, i moderni palazzi in vetro e acciaio che le sorgono affianco non sarebbero infatti altrettanto affascinanti.

 

Quel che ci ricorda il palazzo di Cooper Square è una delle lezioni principali dell’architettura contemporanea: l’importanza del contesto. Ogni edificio è progettato in relazione a quanto gli starà attorno, tanto più in zone già affollate come New York. Eliminare dal contesto uno degli elementi più distintivi è un rischio anche per il significato dei palazzi più recenti. Un rischio di cui la Landmarks Preservation Commission dovrebbe tenere conto quando decide del futuro dei quartieri. La vecchia casa si rivela insomma come un elemento portante, se non della struttura, dell’identità del nuovo edificio. Attenti a buttarla giù, allora.

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