La moria delle api

La moria delle api

Alcune associazioni hanno chiesto al governo inglese un'indagine su un nuovo pesticida per capire se è connesso con la drastica diminuzione degli insetti

30 marzo 2011

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“Se un giorno le api dovessero scomparire, all’uomo resterebbero soltanto quattro anni di vita”. È una frase che viene attribuita solitamente ad Albert Enstein. Che le api negli ultimi anni stiano insolitamente morendo in un numero sempre maggiore, è un dato di fatto. Che la frase però l’abbia pronunciata davvero Einstein, invece, è più che dubbio.

 

Tuttavia, Einstein o no, il caso della moria delle api è serio, e va analizzato. Se le api scompaiono, non ci sarà più l’impollinazione, con conseguente forte diminuzione di frutta e vegetali. Così adesso il governo inglese è chiamato a verificare la connessione tra la nuova generazione di pesticidi e la diminuzione della api. Il sospetto è che le sostanze chimiche abbiano indebolito l’abilità degli insetti di difendersi dall’attacco di alcuni parassiti nocivi.

 

Il dubbio è che i pesticidi prodotti dalla multinazionale tedesca Bayer per uccidere le termiti, possano arrecare danno anche alle api, indebolendo il loro sistema. Ma la casa farmaceutica si difende. Julian Little, portavoce inglese della Bayer, ha dichiarato: “Abbiamo svolto molti test sugli effetti degli insetticidi sulle api, e nessuno problema di questo tipo è mai stato rilevato”. Ma rimangono comunque molti gli ambientalisti che contestano i loro dati scientifici.

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