Fukushima si avvicina, ma nessun pericolo

Fukushima si avvicina, ma nessun pericolo

Mentre altri trentamila giapponesi verranno, forse, evacuati dalle loro case, anche in Italia si notano i primi debolissimi segni di inquinamento.

1 aprile 2011

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Già settantamila persone hanno lasciato le loro case in un raggio di venti chilometri dalla centrale di Fukushima a causa delle radiazioni che escono dai reattori danneggiati dopo lo tsunami. Ma potrebbe non bastare. Secondo l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) anche fuori dalla zona evacuata sono stati raggiunti pericolosi livelli di contaminazione. E quindi altre trentamila persone hanno già le valige pronte per l’emergenza.

 

In un villaggio a 40 chilometri dallo stabilimento nucleare, ad esempio, i livelli di cesio 137, secondo dati AIEA, hanno già raddoppiato la soglia critica oltre la quale bisognerebbe allontanare i cittadini. Il governo giapponese per il momento non ha preso provvedimenti in questo senso, ma potrebbe presto cambiare idea.

 

Intanto le prime tracce di contaminazione arrivano anche in Italia. I tecnici dell’Arpa (Agenzia regionale per l’ambiente) hanno trovato negli ultimi giorni tracce di iodio nell’erba attorno al sito nucleare di Saluggia (Vercelli). L’area è monitorata costantemente dall’Arpa per controllare la radioattività dei depositi Eurex e Avogadro. E di iodio non se n’era mai trovato.

 

“Sono davvero tracce minime – rassicura la dottoressa Laura Porzio di Arpa – Le abbiamo trovate solo grazie a strumenti potentissimi e molta attenzione. Non c’è né ci sarà nessun tipo di pericolo per quanto arriva da Fukushima”. C’è da fidarsi, ma questo probabilmente rende un po’ l’idea di quello che sta succedendo in Giappone.

 

Matteo Acmè

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