Grafica. Helvetica, il carattere di New York

Grafica. Helvetica, il carattere di New York

Essenziale e versatile è l'unico stile della metropolitana di NYC. Così una scelta grafica si fonde perfettamente con lo spirito di una città.

4 aprile 2011

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La chiave di ogni sistema di informazioni è la sua chiarezza, la possibilità del venir compreso nel minor tempo possibile. Questo vale ancora di più per i cartelli di un luogo di transito come la metropolitana, in cui i passanti guardano rapidamente le scritte e le indicazioni che li guidano nel sistema di linee, fermate e stazioni. E poi ci sono la folla, il rumore dei treni in partenza, le pubblicità. Un buon design dell’informazione in questi casi diventa fondamentale.

 

A volte succede addirittura che chi progetta cartelli e segnaletiche faccia così bene il proprio lavoro che le sue scelte finiscono per identificarsi con l’intera città. E’ il caso di New York, della sua metropolitana e del carattere Helvetica, che dagli anni Sessanta prova a mettere ordine nel flusso costante e frettoloso di viaggiatori cittadini.

 

Con il suo stile semplice, essenziale e versatile l’Helvetica si è ormai identificato con la città. Ad introdurlo è stato Massimo Vignelli con Bob Noorda, che già qualche anno prima aveva usato una carattere molto simile per semplificare la vita agli utenti della metro di Milano. Da allora l’Helvetica campeggia su treni, stazioni e binari della Grande Mela.

 

Non solo, come riflette Alice Rawsthorn, columnist del New York Times, il carattere tipografico ha finito per fondersi con l’anima della città. Come tanti newyorkesi l’Helvetica è immigrato negli Stati Uniti dall’Europa: nato in un piccolo paese svizzero a metà anni Cinquanta, ha cambiato nome quando è sbarcato sotto la Statua della Libertà (prima si chiamava Neue Haas Grotesk) per venire incontro ai problemi di pronuncia statunitensi.

 

Ma l’Helvetica non ha avuto vita facile. Prima di diventare l’unico stile ammesso underground ha infatti dovuto superare la frammentazione del sistema metropolitano di New York: le diversi linee sono state, per vari decenni, gestite da diverse compagnie e quindi con diversi codici grafici.

 

Una volta finite le difficoltà però l’Helvetica è stato addirittura esposto al MoMA, il celebre museo di arte moderna. E’ ormai da inizio anni Novanta che la città ha definitivamente trovato il suo carattere.

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