Un Nobel (forse) per Stéphane Hessel

Un Nobel (forse) per Stéphane Hessel

L'appello di quattro grandi lancia il diplomatico ultranovantenne per un Nobel per la Pace. Il suo Indignatevi! è stato l'ultimo caso letterario in Francia.

5 aprile 2011

0

La vita di Stéphane Hessel è già oggi straordinaria. Si aggiungesse il Nobel, avrebbe dell’incredibile. Chi meglio però dello scrittore ex combattente per il premio alla Pace?

 

Che Hessel si meriti il riconoscimento è quanto pensano quattro grandi della cultura europea, che hanno firmato oggi un appello in favore dell’amico Hessel. Sono i filosofi Edgar Morin e Peter Sloterdijk e gli statisti Michel Rocard  e Richard von Weizsäcker (rispettivamente ex primo ministro francese e ex presidente della Repubblica Federale Tedesca), tutti membri del Collegium International, il gruppo di sapienti e uomini di stato nato nel 2002 per trovare le migliori risposte etiche, scientifiche e politiche alle sfide dei nostri tempi. Tra i co-fondatori dell’associazione non poteva mancare lo stesso Hessel, grande presente della politica e della storia francese.

 

Se in Italia il suo nome è forse poco noto, in Francia Stéphane Hessel ha conosciuto di recente nuova notorietà, a seguito della pubblicazione del libello di denuncia Indignez-vous!. Il pamphlet, edito da una piccola casa editrice, ha venduto in pochi mesi quasi un milione di copie, divenendo un vero caso letterario. E politico. Perché il vecchio combattente invita i più giovani all’indignazione nei confronti di tutte le ingiustizie del mondo – innanzitutto quelle contro il popolo palestinese. In Italia il libro è stato tradotto dalla casa editrice Add, con il titolo Indignatevi!.

 

Il successo del libro è però solo il più recente della vita eccezionale del 94enne. Nato a Berlino da famiglia ebraica nel 1917, Hessel si trasferisce in Francia nel 1925, dove studia da filosofo e viene naturalizzato francese. Durante la guerra è prigioniero, poi resistente a Londra, poi internato a Buchenwald da dove evade. Partecipa alla commissione Onu che redige la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, per poi dedicarsi alla carriera di diplomatico (in Vietnam, Algeria, alle Nazioni Unite), politico socialista e infine scrittore di successo. Ambasciatore di Francia e Grand’Ufficiale della Legione d’Onore, questi potrebbero però non essere gli ultimi riconoscimenti – e neppure i più importanti.

 

I firmatari dell’appello riconoscono a Stéphane Hessel le qualità adatte a un Premio Nobel per la Pace, dimostrando come l’impegno costante a favore dei diritti dell’uomo e la grande partecipazione lo facciano entrare a pieno diritto nel profilo di chi – secondo la stessa definizione di Nobel – ha sempre contribuito all’avvicinamento dei popoli e al progresso della pace. Le sue prese di posizione hanno certo suscitato le critiche da parte dell’opinione pubblica francese, ma il passato recente mostra come non esistano Nobel per la Pace senza polemiche.

 

Il premio sarebbe l’ultima affermazione di una vita che, tra tanti grandi eventi, conosce anche una curiosità tra il letterario e il romantico. La madre di Hessel ha ispirato allo scrittore Henri-Pierre Roché, amico del padre, la protagonista femminile del suo più celebre romanzo, l’autobiografico Jules et Jim.

Privacy Autorizzo al trattamento dei dati personali ai sensi dell'art.13 del D.Lgs. 196/2003.
I dati saranno utilizzati per dare corso alla richiesta di abbonamento e non saranno ceduti a terzi. Leggi le note legali

* I campi contrassegnati da asterisco sono obbligatori

NOTA Per evitare messaggi inopportuni e spam, il commento non sarà immediatamente visualizzato.
La redazione provvederà a pubblicare i commenti al più presto, mentre i messaggi diffamatori, offensivi, razzisti e sessisti saranno eliminati.