Come fidarsi della Rete

Come fidarsi della Rete

Nuovi progetti stanno mettendo a punto sistemi sofisticati per assegnare un "voto autorevolezza" alle informazioni on line.

11 aprile 2011

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Immaginate uno studente di liceo che deve fare una ricerca per la scuola, ad esempio sul Brasile. Il primo gesto è andare su un motore di ricerca e digitare B-r-a-s-i-l-e. Escono milioni di risultati in meno di un secondo. Mettiamo il caso che lo studente non si accontenti delle prime informazioni che trova (Wikipedia, siti istituzionali) che cerchi di approfondire. Altri migliaia di siti, social network, blog lo assalgono con informazioni, notizie, commenti. Un mare di conoscenza virtuale.

 

Il problema è come muoversi in questo mare. Come capire quale informazioni sono affidabili e quali no. Quali siti sono sufficentemente autorevoli e quali invece è meglio lasciar perdere. Tutte le informazioni online sono mescolate insieme. Ma lo studente (il giornalista, il ricercatore, il curioso) deve poter scegliere, e sapere come farlo riducendo il margine di rischio.

 

Se l’Enciclopedia Britannica racconta sempre con maggiori difficoltà il mondo in cui viviamo è anche vero che isolare, in mezzo al rumore di tutte le parole, suoni e immagini che si trovano in rete, quelle che veramente ci interessano è diventata forse l’abilità più importante (e necessaria) dei nostri tempi.

 

Il bisogno è identificare fonti affidabili e autorevoli, dove, prima dell’avvento di internet, ci si abbandonava al sapere dell’autorità (la mastodontica Enciclopedia Britannica).

 

Un interessante tentativo è stato fattoda SwiftRiver una nuova start up che ha messo a punto una serie di strumenti per completare, con l’aiuto degli utenti, le informazioni messe online da altri navigatori. Il fatto è che tutto è appunto basato sull’autorevolezza, le informazioni sono organizzate a seconda di quanto una fonte è considerata affidabile, quanto viene ripreso da altri media o blogger o twitter quello che la fonte pubblica online.

 

SwiftRiver sta mettendo a punto anche un’applicazione in grado di assegnare un “punteggio auterevolezza” ad aziende, compagnie e comunicatori che misuri al loro capacità di influenzare la conversazione sul web.

 

Come hanno spiegato i responsabile dell’idea, nella sostanza, SwiftRiver non è altro che un ritorno alle origini. In pratica, gli uomini hanno sempre scelto di chi fidarsi, amici, parenti, vicini, in base a come li conoscevano, alla fiducia che si meritavano, al valore e alla corretteza di quello che dicevano. In rete non è così diverso. Solo abbiamo bisogno di affinare gli strumenti per valutare l’autorevolezza dei nostri amici, parenti, vicini “virtuali”.

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  • Sara Bauducco scrive:

    Trovo corretto porsi il problema dell’affidabilità e dell’autorevolezza delle fonti, tuttavia terrei presente che la capacità critica di chi legge e ricerca materiale è un elemento ancor più importante (e discriminante ai fini del materiale da rintracciare). Quindi, non metterei neppure sullo stesso piano il tipo di ricerca che possono compiere uno studente, un giornalista, un curioso o un ricercatore: ognuno seguirà parametri e metodi differenti. Detto ciò, sono molto curiosa di conoscere questa nuova start up che potrebbe modificare alcuni metodi di ricerca…