Diritti per la Pachamama

Diritti per la Pachamama

Il parlamento boliviano sta per approvare una legge che assicura alla natura gli stessi diritti degli uomini.

12 aprile 2011

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Sulle Ande si vive un rapporto particolare con l’ambiente e con la natura. Lì l’uomo è in minoranza, è episodico. Montagne altissime e rocciose, poca acqua, terreno arido da coltivare. In quel contesto gli indigeni andini hanno sviluppato un rispetto fortissimo per gli elementi naturali, il sole, il vento e soprattutto la Pachamama, la madre terra, origine e fine di tutte le cose.

 

Per questo non deve stupire che il governo di Evo Morales, primo presidente indigeno della storia del paese, stia preparando una legge per garantire alla natura gli stessi diritti degli uomini. In Bolivia ancora sopravvive il culto della madre terra, spesso, fin dai secoli della dominazione spagnola, camuffato da venerazione per la Madonna. Presto questo modo di vedere il mondo verrà fissato anche nella Costituzione.

 

In particolare il disegno di legge prevede undici diritti per la Pachamama, tra cui: diritto alla vita e diritto di esistere, diritto alla conservazione dei cicli naturali e difesa dall’intromissione dell’uomo, diritto all’acqua e all’aria pulite ma anche diritto all’equilibrio e divieto di inquinamento e di modifiche genetiche.

 

L’obbiettivo è quello di porre un freno allo sfruttamento industriale del territorio e limitare l’inquinamento e gli effetti del riscaldamento globale.

 

Anche l’Ecuador ha recentemente modificato la Costituzione inserendo simili diritti per la madre terra. Ma se a Quito ci si è fermati alle dichiarazione di principi, il governo di La Paz prevede una serie di leggi di applicazione che, come ha detto il vice presidente Alvaro Garcia Linera, “stabiliscano una nuova relazione fra uomo e natura“. In Bolivia è davvero  possibile sentire il governo che parla di “armonia”.

 

D’altra parte il paese andino ha già abbondamente sofferto delle conseguenze dello sviluppo incontrollato. Bolivia vuole dire Potosì, il celebre sito minerario che ha fornito per secoli, a partire dal Cinquecento, quasi tutto l’argento e l’oro che hanno arrichito i regnanti di Spagna e Portogallo (e dove sono morti milioni di schiavi indigeni sfruttati per l’estrazione dei minerali preziosi).

 

E oggi la situazione resta critica. La Bolivia è ricca di stagno, oro, argento, litio, gas. Morales e il suo governo provano con questa legge a regolamentarne lo sfruttamento.

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