Un piatto di pasta atomica

Un piatto di pasta atomica

L'Enea, l'agenzia nazionale per l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, parla della nascita della varietà di grano e delle prospettive future.

14 aprile 2011

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“Da più di venti anni gli italiani mangiano pasta fatta con il grano duro Creso, una varietà di grano ottenuta grazie agli esperimenti condotti nei laboratori Enea sugli effetti delle radiazioni sulle piante”. Giovanni Lelli – commissario dell’Enea, l’agenzia nazionale per l’energia – sottolinea con forza il buon lavoro svolto negli anni dal gruppo di cui fa parte. L’occasione è stata l’apertura del convegno “Dalla ricerca nucleare alla produzione agro-alimentare: il caso del grano Creso”, che si è tenuto oggi 14 aprile nella sede dell’Enea, a Roma.

 

La ricerca scientifica sul grano dell’agenzia “ha reso possibile il miglioramento quantitativo e qualitativo delle produzioni agricole ottenuto grazie all’integrazione tra le diverse competenze scientifiche presenti in ENEA e che ha saputo valorizzare con attività di trasferimento tecnologico nei confronti del mondo agro-industriale”, ha sottolineato ancora Lelli.

 

Il brevetto del grano Creso fu registrato dall’allora Cnen, oggi Enea, nel 1974 ed ebbe subito un’ampia diffusione, soprattutto in Italia. I primi studi iniziarono nel 1958, nel Centro Ricerche Casaccia sotto la guida del professor Gian Tommaso Scarascia Mugnozza, illustre genetista, recentemente scomparso. Scarascia Mugnozza ha dato un forte impulso alla ricerca sul miglioramento genetico delle specie agricole, ispirando gli sviluppi successivi delle biotecnologie.

 

“La ricerca applicata ad esigenze concrete della società – ha messo in risalto il rappresentante della Fao Chikelu Mba – “è sempre più attuale e necessaria in un mondo in forte crescita demografica e con stili di vita sempre più esigenti”.

 

“Il successo commerciale del grano Creso – ha sottolineato il direttore generale di Agroservice Eugenio Tassinari – è stato  possibile grazie allo stretto rapporto dell’Enea con il mondo delle imprese produttrici di sementi,  attraverso una efficace azione di trasferimento tecnologico verso il mercato”.

 

“Nel guardare alle prospettive future – ha spiegato infine Daniele Rossi, direttore generale di Federalimentare – l’impegno è rivolto ai temi della bioeconomia, che stiamo affrontando insieme al mondo della ricerca nell’ambito delle Piattaforme Tecnologiche Europee. Le nuove priorità riguardano la ricerca, la formazione e il trasferimento tecnologico”.

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