Il singolo esercizio migliore in assoluto

Il singolo esercizio migliore in assoluto

In una società sempre più frenetica, è importante essere selettivi. Ma non esiste una opinione comune in merito.

18 aprile 2011

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C’è chi va a correre per chilometri tutte le mattine e chi invece non può fare a meno delle sue due ore al giorno di palestra. Ma se si dovesse sceglierne uno, un solo esercizio fisico, quale sarebbe il migliore? Difficile dirlo. Ma c’è chi ci ha provato.

 

Il nuoto a farfalla è da molti considerato come uno dei migliori. Consuma più calorie e abbisogna di una maggiore ossigenazione rispetto a molti altre attività. Eppure, “il nuoto a farfalla prende probabilmente il mio voto peggiore”, afferma Greg Whyte, professore di scienza dello sport all’università di Liverpool ed ex pentatleta olimpionico, intervistato dal New York Times. Per praticare il nuoto a farfalla infatti ci vogliono un maestro, una piscina, e un allenamento tale da poter ridurre il rischio di infortuni.

 

Difficile scegliere un movimento singolo come “migliore”. Martin Gibala, capo del dipartimento di chinesiologia all’Università di Hamilton (Ontario, Canada), prova comunque a dirne uno.

 

“Il burpee”, suggerisce Gibala. È un esercizio dove da una posizione eretta, ci si abbassa mantenendo il busto eretto, ci si mette in posizione come per fare una flessione e si ritorna poi alla posizione di partenza facendo a ritroso gli stesso movimenti. “Allena i muscoli e la resistenza”, spiega il professore di Hamilton.

 

Un esempio di burpee

 

 

Mantenersi in forma è fondamentale per la salute. Molti studi hanno mostrato che il rischio di morire prematuramente per una persona sedentaria crolla del 20% se inizia a fare un po’ di attività fisica. Basterebbe una camminata a passo veloce (brisk walking) di trenta minuti l’una per 5 volte la settimana.

 

Personalmente penso che sia questo il tipo di esercizio migliore in assoluto”, dice Michael Joyner, un professore di anestesia americano. A riprova di questo, riporta uno studio dello scienziato giapponese Hiroshi Nose. Ci sarebbero anche studi secondo i quali le persone che iniziano un serio programma di brisk walking aumenterebbero il volume del loro ippocampo, una porzione del cervello connessa con la memoria.

 

Un altro professore di chinesiologia americano la pensa in modo ancora diverso. “Per me l’esercizio migliore è lo squat”, dice Stuart Phillips. “Attiva i più grandi muscoli del corpo. Basta incrociare le braccia sul petto e abbassarsi finché le cosce non raggiungono una posizione parallela al suolo. Poi ci rialza. Fatelo 25 volte. È un esercizio molto potente”.

 

Lo squat, e la pesistica in generale, sono particolarmente buoni per combattere la sarcopenia (la perdita di massa muscolare), che avviene sovente con la vita sedentaria o l’età avanzata.

 

Ma ci può essere un altro tipo di allenamento che adesso pare vada per la maggiore. In inglese si chiamano HIT – High-Intensity Interval Training. In italiano le potremmo chiamare “ripetute”. Sono allenamenti intensivi dove per 30 secondi si dà il massimo, per poi riposarsi un attimo e riprendere con l’esercizio. Il professor Gibala ha fatto delle prove con le biciclette, ottenendo risultati sorprendenti. Le ripetute ridurrebbero il livello di zuccheri nel sangue e il rischio di diabete.

 

In tutto questo, le ripetute hanno anche un altro grande vantaggio: si possono adattare praticamente a tutti gli sport.

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  • Andrea scrive:

    Sarcopenia? Sembra una parolaccia o un insulto a Sarkozy. Comunque mi sa tanto che dovrei cominciare a fare un po’ di attività perché mi sento un po’ sarcopenico