Processo a Tintin

Processo a Tintin

L'episodio Tintin in Congo è nuovamente accusato di razzismo. Questa volta in patria.

18 aprile 2011

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Dopo tante avventure in giro per il mondo, Tintin si trova in guai seri proprio a casa sua. Il tribunale di Bruxelles ha deciso oggi, 18 aprile, le date del processo contro uno dei fumetti del disegnatore belga Georges Rémi (1907-1983), in arte Hervé, e a fine settembre il reporter dal ciuffo biondo dovrà difendersi dalle accuse di razzismo. Una critica spiacevole per un personaggio da sempre impegnato contro trafficanti di schiavi e contrabbandieri, ma a quasi un anno dalla denuncia i giudici hanno accolto oggi il procedimento contro la casa editrice francese Casterman. Il marchio, parte del gruppo Flammarion, è di proprietà dell’italiana RCS MediaGroup.

 

L’album incriminato è Tintin in Congo, reo per la federazione di associazioni francesi Cran (Conseil Représentatif des Associations Noires) di contenere stereotipi razzisti. Nel secondo episodio della saga, disegnato da Hervé nel 1931, Tintin indaga sull’estrazione di diamanti nel Congo Belga (poi Zaire), possedimento di Bruxelles fino al 1960, descrivendo il colonialismo occidentale di inizio Novecento. Una descrizione forse troppo fedele ai pregiudizi dell’ambiente, se il congolese Bienvenu Mbutu Mondondo, appoggiato dal Cran, ha deciso nel 2010 di chiedere il ritiro dalla vendita del volume o, in alternativa, l’aggiunta di un avviso ai lettori. Del fumetto è incriminata la raffigurazione degli indigeni, presentati come dei selvaggi stupidi e inferiori ai bianchi.

 

Il caso non è affatto nuovo e a pensarla allo stesso modo era stata in Inghilterra la Commissione per l’uguaglianza razziale, che nel 2007 aveva riconosciuto i pregiudizi razzisti contenuti dal fumetto. Dopo il pronunciamento, la catena di librerie distributrice si trovò costretta a trasferire Tintin in the Congo dalla sezione di libri per bambini alla letteratura per adulti. Un allontanamento forzato che ha avuto seguito anche oltreoceano, dove a New York la biblioteca pubblica di Brooklyn ha ristretto l’accesso al libro. Con la denuncia del congolese, però, il dibattito si è riacceso là dove Tintin è uno dei prodotti nazionali più celebri – e il ricordo del colonialismo più acceso.

 

Né le accuse, né gli eventuali provvedimenti fermeranno il progetto multimilionario del regista Steven Spielberg, che insieme al collega Peter Jackson (regista del Signore degli Anelli, per l’occasione produttore) a novembre porterà al cinema il primo episodio della saga 3D dedicata alle avventure – non quest’ultima – del personaggio di Hervé.

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