Istanbul. Una e divisibile.

Istanbul. Una e divisibile.

La città turca potrebbe sdoppiarsi nel 2023. Da una parte l'Europa, dall'altra l'Asia. Almeno secondo i proclami di Erdogan.

19 aprile 2011

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I due grandiosi ponti sul Bosforo potrebbero non bastare. Istanbul, la città della Turchia a cavallo dei continenti, potrebbe in futuro dividersi in due municipalità distinte: la parte europea da un lato e quella asiatica sulla sponda opposta in Anatolia. In mezzo, il canale che collega Mediterraneo e Mar Nero e che segna il confine tra i due mondi.

 

A proporre la scissione è l’Akp, il partito per la Giustizia e lo Sviluppo guidato dal premier Erdogan (in passato sindaco della città), nel programma presentato sabato, 16 aprile, in vista delle elezioni politiche di giugno. Il numero crescente di abitanti renderebbe necessaria la misura, per potere guidare in modo migliore lo sviluppo di una metropoli che presto raggiungerà i 17 milioni di abitanti. Europei e anatolici hanno tuttavia ancora molto tempo per sentirsi concittadini – ammesso che il piano entri in vigore. L’anno annunciato per la divisione è il 2023, quando la repubblica turca festeggerà il suo centennale.

 

Per l’intanto, Istanbul cresce. La città è una delle più popolose al mondo, una delle prime dieci, e ospitava già nel 2010 più di 13 milioni di abitanti, oltre settemila per chilometro quadrato. Il risultato è una metropoli sovrasviluppata, congestionata dal traffico, anche se non mancano le iniziative per una mobilità più sostenibile. Certo, la pedonalizzazione in gennaio di Sultanahmet, il distretto turistico con le moschee storiche, potrà fare poco per il flusso di mezzi continuo sui due ponti, gli unici che attraversano il canale per tutta la sua lunghezza.

 

Di fronte a un quadro del genere, secondo i programmi dell’Akp la divisione servirebbe a gestire meglio i servizi municipali e a provvedere a nuove infrastrutture. A partire, ovviamente, dai collegamenti sul Bosforo. Il programma del partito promette un terzo ponte sullo stretto, oltre a due gallerie sotterranee per auto e treni. Vista l’espansione economica, i piani dell’Akp prevedono poi anche la costruzione di un nuovo quartiere finanziario nella metà asiatica della città.

 

Non ci sono invece anticipazioni sul nome della nuova municipalità, l’ennesimo che andrebbe ad aggiungersi a una lista di nomi già lunga: Bisanzio, Costantinopoli e adesso Istanbul. Dovesse realizzarsi il programma, per la metropoli turca potrebbe essere un ritorno al passato. La città dei due continenti, sviluppata in modo policentrico su più lembi di terra divisi dal mare, in passato era chiamata Città delle Città. In futuro, forse due.

 

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