Le agenzie di rating, ancora loro

Le agenzie di rating, ancora loro

Standard & Poor's abbassa il voto sulle previsioni fiscali degli Stati Uniti. ITALIC prova a spiegare come nascono queste valutazioni

19 aprile 2011

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In questi giorni, si torna a parlare delle agenzie di rating.

 

Hanno già abbassato il voto all’Irlanda, alla Grecia e al Portogallo scoraggiando gli investitori a sostenere questi paesi in crisi. E poi tutti e tre questi stati hanno chiesto aiuti economici all’Europa per non fallire.

 

Ieri però, Standard & Poor’s, una delle più importanti agenzie di rating, si è occupata degli Stati Uniti: ha confermato l’eccellente voto assegnato al debito pubblico USA (tripla A) ma ha espresso un parere negativo sull’outlook, le previsioni a lungo termine sul credito di Washington. Niente di grave, qualche malumore sulle borse e più pressione sul governo di Obama per trovare una soluzione alla crescita del deficit.

 

Della decisione di Standard & Poor’s ne hanno parlato tutti i giornali italiani e stranieri. Nessuno però spiega che cosa sia un’agenzia di rating, con che criteri assegni i suoi voti e soprattutto a quali bisogni risponda.

 

ITALIC proverà a illustrare questi temi nel secondo numero, in uscita a fine aprile, con un articolo di Elena Comelli. Le agenzie di rating sono società private, che danno i loro voti a pagamento. E vengono pagate proprio dai soggetti che ricevono la valutazione.

 

Le implicazioni sono molte, ma questa è solo un’anticipazione.

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