Una carriera da Catania a Bruxelles e ritorno, forse

Una carriera da Catania a Bruxelles e ritorno, forse

Intervista a Valentina Bonaccorso, uno sguardo europeo sul giornalismo italiano

24 aprile 2011

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Valentina Bonaccorso, da Catania a Bruxelles per trovare il lavoro che desiderava. Da due anni dirige l’ufficio belga dell’European Journalism Centre (Ejc – Centro Europeo per il Giornalismo), una fondazione indipendente nata in Olanda nel 1992 per promuovere il giornalismo di qualità.

 

Dal 2005 Bonaccorso e il suo team di dodici persone organizzano progetti di ricerca, innovazione, convegni e corsi di formazione per giornalisti. In giro per l’Europa ma anche in Tunisia, Giordania, Armenia ed Egitto.

 

Valentina Bonaccorso ha una storia di successo professionale. Ma resta nel cassetto il sogno di tornare a lavorare a casa. ITALICnews l’ha intervistata

 

Il suo è un lavoro che la porta a viaggiare molto, torna spesso in Italia?

Viaggio tanto, ma appena posso torno a casa. Non mi va di tralasciare le relazioni affettive con la mia famiglia e con i tanti amici di scuola e università. Sono convinta che la lontananza renda i rapporti ancora più vivi e intensi, basta solo dedicarvici tempo e attenzione.

 

Tornerebbe a lavorare in Italia se ce ne fossero le condizioni?

Senz’altro e mi piacerebbe tantissimo avere l’opportunità di lavorare nel mio paese. Per un progetto serio e stimolante lo farei anche a condizioni economiche meno vantaggiose di quelle che ho qui in Belgio.

 

Come mai ha scelto il Belgio?

In realtà é stata una scelta obbligata. Dopo l’università ho vinto una borsa di tirocinio presso la commissione europea e mi sono ritrovata in questo paese. Con il passare degli anni (sono già otto!) però, nonostante il cielo grigio e la pioggerellina costante, ci sto bene e mi sento a casa. Bruxelles poi é una capitale europea ancora “umana” visto che non é cara e dispersiva come Roma, Londra o Parigi (dove devi pianificare ogni singolo movimento ed incontro), ma é al contempo una realtà cosmopolita e vivace.

 

Che cosa pensa che manchi all’Italia dell’approccio al lavoro che hai trovato in Belgio?

Manca soprattutto l’apertura del mondo del lavoro ai giovani. Vista da qui l’Italia è paese vecchio sotto tutti i punti di vista, dove i “saggi” anziché porsi come guida di chi é giovane e intraprendente si impongono come ostacoli.

 

Com’è percepito il giornalismo italiano in Europa?

Credo che, nonostante tutto, dobbiamo essere fieri di avere ancora grandi giornalisti in Italia. I colleghi europei hanno grande rispetto per le testate storiche del panorama italiano. Certo, le anomalie del nostro sistema sono note anche qui.

 

Programmi e prospettive future…

Chissà forse scrivere un libro proprio sul giornalismo in Europa?

 

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