New Ideas City

New Ideas City

Prove tecniche di città. Dal 4 maggio a Manhattan, il Festival of Ideas for the New City.

26 aprile 2011

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Quando sarete accerchiati dalle volute rosa di un tendone a forma di verme, non preoccupatevi. È solo un progetto di design urbano, il vincitore della gara indetta dal Festival che cerca di cambiare il modo di fare città.

 

Tra una settimana circa, il 4 maggio, inizierà a New York il Festival of Ideas for the New City. Nelle vie lungo la Bowery, la strada che taglia in due Manhattan, per cinque giorni si terrà una serie di eventi dedicati al futuro della metropoli: conferenze, progetti, performance in strada, immaginati come momenti di confronto per la comunità creativa di New York. Il festival delle idee è organizzato da New Museum, riferimento per l’arte contemporanea in città, grazie ai fondi di alcune grandi fondazioni private. I protagonisti dell’iniziativa sono altri, però.

 

Le giornate di festival vedranno impegnate decine di realtà locali, disseminate tra Soho, Little Italy e l’East Village, per un totale di più di cento progetti. Cercando in ordine casuale nel programma sarà possibile per i newyorkesi – o per chi tra i turisti si troverà accerchiato a sorpresa – visitare esposizioni, assistere a proiezioni, provare cibi, partecipare a spettacoli, laboratori di narrativa e workshop di urbanistica.

Gli eventi principali della manifestazione sono però gli incontri che artisti, architetti e pensatori terranno sul destino delle città. Comincerà l’archistar olandese Rem Koolhaas, di ritorno a New York dopo l’incontro a Torino per Biennale Democrazia.

 

Insieme a network, eterogeneità e conversione, la parola chiave proposta dal Festival of Ideas for the New City non può che essere sostenibilità. Sul terreno dello sviluppo compatibile New York si confronta con determinazione dal 2007, attraverso un piano pluriennale destinato a migliorare mobilità, infrastrutture e profilo ambientale della città. Del programma PlaNYC 2030, e del suo nuovo dirigente, si occuperà ITALIC nel prossimo numero.

 

Se in vista del 2030 la città cambia lentamente stile di vita, sperando che le altre metropoli seguano l’esempio, per l’intanto la sede del New Museum, il palazzo di parallelepipedi impilati vincitore di un Premio Pritzker, si prepara all’apertura del festival. L’obiettivo dichiarato è condividere idee e buone pratiche in città, e proporre soluzioni per i suoi problemi. La sfida del festival è stare in strada e invitare il pubblico a partecipare alle sue StreetFest, dove tra i vari progetti esordirà proprio quello dei ripari modulari per lo spazio in città, per esplorare il rapporto sempre più stretto tra artespazio pubblico.

Forse la prossima idea per il vostro quartiere, magari proprio una tenda snodata come un verme, arriverà proprio da qui.

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