Il matrimonio del secolo (scorso)

Il matrimonio del secolo (scorso)

Le ultime nozze reali italiane. Per Umberto e Maria Josè non mancavano capi di stato e indiscrezioni. E neppure i gadget.

28 aprile 2011

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La data che tutti i sudditi britannici aspettano da mesi è ormai arrivata. Domani, 29 aprile, il principe William e Kate Middleton si sposeranno. Mentre i media internazionali si contendono le indiscrezioni su abiti, torta e invitati, forse qualcuno in Italia starà rimpiangendo gli inglesi per un avvenimento epocale così importante. Noi, l’ultimo matrimonio reale lo abbiamo vissuto ottant’anni fa, e in pochi ancora lo ricordano. Eppure anche quello tra Umberto di Savoia e Maria Josè del Belgio fu un evento degno delle cronache del tempo.

 

Con tanto di gossip sul vestito e invitati scomodi.

 

L’8 gennaio del 1930 Umberto II, successore designato di Vittorio Emanuele III (infine salito al trono per poco più di un mese), sposa infatti la principessa belga. Le nozze avvengono nella cappella del palazzo del Quirinale, ai tempi residenza sabauda, alla presenza delle due famiglie e di un gruppo esclusivo di reali d’Europa. Insieme ai nobili ci sono i capi di stato, e ovviamente Mussolini, fresco del plebiscito dell’anno prima, compare nelle prime file tra i mille ospiti della cerimonia.

 

Assenti rispetto ai grandi matrimoni d’oggi – o meglio, di domani – star della musica e dello sport. Non per questo all’evento mancano, oltre alla stampa e ai fotografi, un gruppo di cineoperatori. L’unione di due reali, per di più giovani e belli, era un evento imperdibile anche prima delle dirette internazionali.

 

Al momento delle nozze Umberto ha 25 anni e la bionda Maria Josè due in meno. Sono ufficialmente fidanzati dall’autunno dell’anno prima. Lui è in alta uniforme, mentre lei si presenta in sala in bianco, con un vestito realizzato su disegno dello stesso Umberto. Al guardaroba della sposa si dice abbiano lavorato seicento operaie, mentre per il solo manto nuziale sono serviti tre chili e mezzo di argento. Numeri a cui si uniscono quelli della cerimonia, che per la cena precedente alle nozze ha riunito settemila persone, per un costo complessivo di cinque milioni di lire (il corrispettivo di circa 5 milioni di euro attuali) tra feste e cortei in strada.

 

Tutte cifre ampiamente superabili dalle cerimonie contemporanee, tranne una. Per celebrare le nozze del figlio, Vittorio Emanuele III stabilì un’amnistia per 400mila detenuti.

 

Nonostante la partecipazione popolare, le magliette, le tazze da colazione e ogni altro gadget diffuso oggi per William e Kate non potevano ancora esistere per i due futuri Re e Regina di Maggio. Un oggetto da collezione lo vanta però anche l’ultima coppia reale italiana. La serie di francobolli dedicata all’evento, conosciuta come Nozze del Principe Umberto II, comprende una rarità filatelica ed è l’unica che raffigura una regina italiana.

 

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