Il matrimonio reale nell’era digitale

Il matrimonio reale nell’era digitale

Ottomila giornalisti, 24 milioni di telespettatori solo in Gran Bretagna. Ma spuntano anche gli antimonarchici.

3 maggio 2011

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Il matrimonio del futuro erede al trono d’Inghilterra William con la sua fidanzata Kate Middleton è stato un successo mediatico straordinario. Forse senza precedenti per quanto riguarda questo tipo di avvenimenti mondani. E le reazioni sono state le più disparate.

 

Iniziamo dagli invitati. Oltre alle famiglie reali di mezzo mondo, fra gli invitati c’erano anche vari personaggi dello star system; alcuni francamente discutibili, come David e Victoria Beckham o l’attore Rowan Atkinson alias mister Bean.

 

Passiamo poi all’attenzione mediatica che l’evento ha richiamato. Oltre ai curiosi e ai sudditi della Corona inglese, a sottolineare ogni particolare “reale” fuori dall’abbazia di Westminster c’erano ben ottomila giornalisti, che si accalcavano per fotografare e fare il resoconto di quello che sarà sicuramente il matrimonio più importante dell’anno.

 

In televisione ovviamente è stato l’evento più seguito. Nella sola Gran Bretagna i telespettatori sono stati oltre 24 milioni, con picchi di share del 70%.

 

Nella storia della TV inglese sono stati più seguiti solo pochi eventi, come il matrimonio tra il principe Carlo e lady Diana del 1981 e i funerali della stessa Diana Spencer nel 1997. Ovviamente, sopra tutti, c’è la finale della coppa del mondo di calcio fra Inghilterra e Germania Ovest del 1966, seguita da oltre 32 milioni di persone.

 

William e Kate sono stati protagonisti della giornata anche sui social network ovviamente. Tanto da far ribattezzare l’evento dalla Bbc come World Wide Wedding.

 

Ma in tutta questa idilliaca atmosfera, rispuntano fuori gli emuli dei Sex Pistols e della loro mitica “Anarchy in the UK”. Sul sito del Guardian è così rispuntato fuori il merchandising antimonarchico, ribattezzato per l’occasione “UnRoyal Wedding”. Si va dalle magliette col divieto posto sopra la corona, alla t-shirt con la scritta “schiaccia la monarchia”. Da non perdere assolutamente, però, anche la tazza per la colazione. “La mia tazza sostiene l’abolizione della Monarchia”, recita candidamente una scritta azzurra.

 

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