Pescatori di rifiuti

Pescatori di rifiuti

Proposta UE: raccoglieranno plastica dal mare e verranno pagati. L'Anapi, associazione dei piccoli pescatori: "Iniziativa molto positiva"

11 maggio 2011

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Potrebbe succedere presto, per iniziativa del commissario dell’Unione Europea alla pesca, Maria Damanaki: non più pesci nelle reti dei pescatori europei ma rifiuti, pezzi di plastica, bottiglie, sacchetti.

 

Già questo mese partirà un progetto pilota nel Mediterraneo, ad alcune barche di pescatori verrà consegnato tutto l’equipaggiamento necessario per diventare spazzini da mare. In cambio verranno pagati per le loro prestazioni e potranno integrare gli incassi dimagriti con la crisi del settore, mentre la plastica raccolta verrà riciclata.

 

Come ha scritto il commissario europeo sul suo blog questa iniziativa servirà a mettere fine a “un oltraggio che va dalle spiagge sporche, ai rifiuti trovati sul fondo del mare, alle piccole parti in palsitca ingerite dai mammiferi marini, come i delfini”.

 

“Si tratta di un’iniziativa degna di plauso”, ha dichiarato a Italic Ivan Corea, presidente di ANAPI, l’Associazione nazionale dei piccoli imprenditori della pesca. “Non solo i pescatori potranno svolgere un lavoro di pubblica utilità – ha continuato – ma verranno anche in parte ripagati dai danni dell’inquinamento da plastica che avvelena il pesce e rompe le reti calate in mare”.

 

Ben venga, dunque, un’iniziativa che ai vantaggi ambientali unisce quelli economici. Ma i problemi della pesca italiana, secondo Corea, sono altri: “Sarebbe necessario adattare la normativa europea alle peculiarità della pesca costiera del nostro paese. Ad esempio, sulle taglie minime dei pesci pescabili e sulle nuove reti: bisogna capire che in un mare piccolo come il nostro i pesci, seppur maturi, spesso rimangono più piccoli”.

 

Stesso discorso Corea lo fa per alcune tipi di pesce di cui l’Europa ha bloccato la cattura nel mediterraneo. “Prendiamo i tonni: dal 30 aprile stiamo importando quelli giapponesi perché abbiamo esaurito le nostre quote. Ma noi abbiamo 1700 imbarcazioni in mare e, posso assicurare per esperienza, che il tonno nel mediterraneo non è mai mancato”.

 

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