Bande di latinos, fra guerriglia e centri ricreativi

Bande di latinos, fra guerriglia e centri ricreativi

Sono una questione aperta per le città italiane: dalle risse di Genova, alle risposte di Torino e Milano, raccontate da ITALIC nel numero di giugno

31 maggio 2011

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Genova. Notte fra domenica e lunedì, giardini di fronte alla stazione Brignole. Quattro ragazzi fra i 16 e i 17 anni, tre ecuadoregni e un colombiano, picchiano con cinture e spranghe un uomo di quarant’anni e lo mandano all’ospedale. È l’ultimo episodio di violenza commesso da bande di giovani sudamericani nelle città italiane, non solo a Genova, ma anche, ad esempio, a Torino e Milano.

 

“Ma quale rito di iniziazione, è stata una lite” ha detto uno dei ragazzi, fermato dalla polizia, negando che il pestaggio fosse una sorta di prova per entrare a far parte di una gang, sulla falsariga di quello che accade in Centro e Sud America, oppure fra gli immigrati negli Stati Uniti. Eppure quello che è successo fa pensare che i quattro giovani fossero, in realtà, potenziali membri di una banda.

 

ITALIC ha raccontato le gang di sudamericani a Milano e Torino, i loro riti, i loro problemi, nel numero di giugno, da pochi giorni in edicola. Nell’occasione ha anche pubblicato un’intervista a Oswaldo Boy, presidente della Comunità dei peruviani in Europa e reponsabile dell’associazione Hatun Wasi, “Grande Casa” in quechua, a Torino.

 

“A Genova hanno grossi problemi” commenta oggi Oswaldo Boy, “C’è una gang di ecuadoregni molto forte e ben organizzata che dà diversi problemi alla polizia”. Il fatto è che nessuno, nel capoluogo ligure, si è mai veramente occupato dei problemi legati all’immigrazione dal Latinoamerica, dalle difficoltà per il ricongiungimento familiare alla defezione scolastica dei giovani.

 

“A Torino invece – continua il leader della comunità peruviana locale – Ci siamo mossi subito non appena abbiamo visto che qualcuno iniziava ad abbandonare la scuola, abbiamo organizzato feste, incontri, aperto centri ricreativi: mettiamo musica, ci sono postazioni internet. E i ragazzi ci seguono”.

 

Un sistema che continuerà con la nuova amministrazione della città. La comunità peruviana ha già incontrato il sindaco Piero Fassino che ha dato piena disponibilità e il suo appoggio all’apertura di due nuovi centri destinati ai giovani sudamericani, uno in via Giordano Bruno e un’altro in Corso Umbria. Nel tentativo di prevenire e rispondere a fatti come quelli dell’altra notte a Genova.

 

Matteo Acmè

 

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