Il mondo delle gang

Il mondo delle gang

“Esistono persone che ai nostri occhi sono invisibili”. Lo scrittore Marzio Bertotti ha raccontato cosa si cela dietro le bande latine americane.

7 giugno 2011

1

La questione è più che mai di attualità. Le bande di ragazzi sudamericani ormai arrivano sempre più spesso nelle cronache locali e nazionali, e non con storie edificanti. L’ultima è proprio di qualche giorno fa. La polizia di Milano ha sequestrato bombe molotov e anche un machete dopo uno scontro tra due bande in zona Imbonati.

 

Italic ha anche indagato approfonditamente il fenomeno nel numero di giugno, attualmente in edicola, parlando delle gang sudamericane di Milano e Torino.

 

Ma già qualche tempo fa c’è stato chi, partendo proprio da reali fatti di cronaca, aveva scritto un romanzo sulla questione. Marzio Bertotti, 51 anni di Torino, ha pubblicato nel 2010 il thriller Maricela (Edizioni Angolo Manzoni).

 

“Tutto prende spunto da un fatto vero”, spiega Bertotti a ITALICnews. “Io lavoro nel quartiere multietnico San Salvario. Un giorno, parcheggiando la macchina, è praticamente morta davanti ai miei occhi una giovane straniera, che era caduta da un abbaino cercando di sfuggire a un controllo dei vigili”.

 

Un fatto tragico, ma anche un’ispirazione. “Ho iniziato a pensare che esiste un mondo di persone che ai nostri occhi è invisibile e che conosciamo solo per vicende di cronaca”, dice Bertotti. “Ho quindi pensato a una storia dove, oltre all’indagine su un delitto, ci fosse anche l’indagine su tutto quello che c’è dietro a un fenomeno particolare come quello delle bande sudamericane”.

 

Oltre a scrivere libri, Bertotti lavora per un’agenzia di cooperazione internazionale, e quindi ha potuto avere accesso molto facilmente a informazioni utili per il suo libro. “E poi — spiega — oltre ad aver letto molti libri di inchiesta, alcuni nemmeno pubblicati in Italia, ho vissuto per un periodo con una ragazza americana che lavorava per il recupero di ragazzi di Nicaragua e Salvador”.

 

La conoscenza delle bande in America quindi è piuttosto profonda. “Il fenomeno delle gang è stato provocato in gran parte dalle guerre civili che negli anni ’80 hanno infiammato il Centroamerica”, spiega lo scrittore. “La gente che scappava negli Stati Uniti quindi formava gang di connazionali, anche per rispondere alle opposte bande di neri presenti nelle periferie delle grandi città”.

 

Da noi però il problema è sorto solo negli ultimi anni. “In Italia probabilmente molto è dovuto all’emulazione della realtà americana. Non ci sono infatti veri bambini di strada come può avvenire in Salvador o in Colombia”.

 

Una questione che però rimane problematica, come la cronaca — e ITALIC — hanno dimostrato.

 

Valerio Pierantozzi

© Riproduzione riservata

 

Privacy Autorizzo al trattamento dei dati personali ai sensi dell'art.13 del D.Lgs. 196/2003.
I dati saranno utilizzati per dare corso alla richiesta di abbonamento e non saranno ceduti a terzi. Leggi le note legali

* I campi contrassegnati da asterisco sono obbligatori

NOTA Per evitare messaggi inopportuni e spam, il commento non sarà immediatamente visualizzato.
La redazione provvederà a pubblicare i commenti al più presto, mentre i messaggi diffamatori, offensivi, razzisti e sessisti saranno eliminati.

  • Rafael scrive:

    Noi giovani latini a volte facciamo parte delle gang ,perché ci troviamo in scuole dove ci sentiamo soli o scuole que nella maggiorpate sono frecuentate da latini quando arriviamo dalle elementari a le medie o dalle medie a le superiori dove prima avevamo amici italiani dove ancora non facciamo parte delle gang e poi conosciamo ragazzi latini que c invitano a stare con loro ci invitano alle feste (fuga) quindi alcuni di noi piace questo ambiente e quindi usciamo con loro al pomeriggio dove ci si diveirte con pocchi soldi quindi cominciamo a lasciare indietro gli a mici tranquilli que pensano solo a giocare o andare al cinema.e anche per questo ke facciamo parte delle gang per que piano piano cominciamo a sentire di non avere più bisognio di chiedere a i nostri genitori soldi o achiedere ke ci comprino vestiti ,quindi nelle gang ci sintiamo uguali ,e percuesto o noi creamo una gang piccola e poco a poco ci faciamo sentire andando en discoteche facendo rise rubando, o andiamo nelle gang quelli grandi come latin king ~netas dove vediamo di sentire urgugliosi di essere in alto . Milano