Un po’ d’Oriente a Torino: OpenJapan e China New Design

Un po’ d’Oriente a Torino: OpenJapan e China New Design

Da venerdì, un'iniziativa di "progettazione condivisa" a livello globale e una mostra su giovani designer cinesi

8 giugno 2011

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Un workshop internazionale per mettere a punto progetti che aiutino il Giappone a risollevarsi dal terremoto dell’11 marzo e una mostra sull’innovativo mondo del design cinese. Questa settimana a Torino due appuntamenti che avvicinano l’Italia all’Estremo Oriente.

 

Il Giappone in difficoltà dopo lo tsunami ha bisogno di ricostruirsi. E ha bisogno di collaborazione e condivisione di esperienze. Per questo la piattaforma collaborativa OpenSimSim, con sede a Berlino, ha lanciato OpenJapan, appello globale ad architetti e progettisti per un’intervento immediato.

 

Si tratterà di una staffetta progettuale che coinvolgerà, oltre a Torino, città in tutto il mondo: Tokyo, Mosca, Chennai, Berlino, Parigi, Lisbona, Madrid, Kansas City e New York. In centocinquanta hanno già aderito, di cui dieci si ritroveranno da venerdì 10 a domenica a Torino nella sede di Cluster.

 

La sede di Tokyo presenterà una serie di problemi individuati con l’aiuto di responsabili locali. A quel punto i vari nodi di questa rete collaborativa si metteranno al lavoro per poi condividere e affinare i risultati ottenuti: l’idea è quella di sviluppare un centinaio di concept che verrano rilasciati con una licenza creative commons e saranno quindi disponibili per chi volesse realizzarli.

 

Non solo progetti innovativi ma anche sperimentazione di un metodo di lavoro. Come ha dichiarato Corrado Curti, moderatore del gruppo torinese, “OpenJapan è l’occasione di sperimentare modalità di progetto e di collaborazione nuove per il mondo dell’architettura, orientate a modelli wiki, open source e di condivisione della conoscenza”.

 

Più tradizionale nella struttura, anche se innovativa nei contenuti è China new design. La mostra, organizzata da IGAV e dal centro UCCA di Pechino porta per la prima volta nel nostro paese trenta giovani designer cinesi. “Ci mostreranno un pezzo del loro mondo – racconta a ITALICnews Rosalba Galduzzo, presidente di IGAV – Una panoramica su come una nuova generazione di cinesi vive e si immagina il futuro”.

 

IGAV è stata scelta dal ministero della Cultura cinese come partner l’anno culturale cinese in Italia. “Da sei anni – continua Galduzzo – presentiamo artisti contemporanei italiani a Shanghai, Pechino e Shenzen. Questa è la prima volta che presentiamo creativi cinesi qui da noi”.

 

E dalla Cina sono arrivate così tante opere, dai vestiti, agli oggetti di vita quotidiana, ai pezzi d’arredamento, che la mostra ha dovuto sdoppiarsi per presentarle tutte. Ieri sera è stata inaugurata la sezione milanese negli spazi del Triennale Design Museum, venerdì sarà la volta di Palazzo Chiablese a Torino.

 

La Cina oltre che come gigante economico vuole finalmente proporsi anche come paese innovatore e all’avanguardia, anche nel design, “Molti di questi giovani – conclude Galduzzo – sono alla loro prima esposizione al di fuori della Cina. Ci vuole anche un po’ di coraggio a esordire proprio in Italia, da sempre un’eccellenza del design”.

 

Matteo Acmè

 

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