Referendum 2011: e la Rete diventò protagonista

Referendum 2011: e la Rete diventò protagonista

Twitter, Facebook e tanta creatività: come il web ha giocato un ruolo fondamentale nel raggiungimento del quorum

14 giugno 2011

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Claudia Vago, Tigella per la Rete, esperta del web, è stata una dei protagonisti della campagna referendaria che ha portato ai quattro sì per l’abolizione delle leggi su privatizzazione e bollette dell’acqua, ritorno al nucleare e legittimo impedimento.

 

Tigella è stata fra le creatici dell’hashtag (sorta di parola chiave) #iohovotato su Twitter. Pensato per diffondere online la propria partecipazione alle urne, in poche ore è diventata una delle chiavi più utilizzate, ripresa anche dagli account di Vendola, Pisapia e Bersani oltre che dall’Unità e dal PD nazionale.

 

“Per la campagna referendaria, ancor più che per le elezioni amministrative – ha detto Tigella a ITALICnews – c’è stata una vera e propria esplosione di intelligenza e creatività che ha trovato sbocco sulla rete”. Gli utenti hanno messo online materiale originale, parodie di vecchi film, canzoni e manifesti modificati in chiave ironica, ma anche video che raccontavano quello che stava succedendo nelle città italiane e poi ai seggi.

 

Per rimanere su Twitter, hanno già fatto parlare (e ridere) molto le ormai famose MorattiQuotes e il caso, ovviamente finto, della moschea in costruzione nel quartiere milanese di Sucate.

 

In un’occasione in cui le televisioni si sono attivate tardi, e nemmeno troppo bene, per informare sul referendum, quasi tutto il lavoro è stato fatto dai comitati promotori che, da quando hanno depositato in Cassazione le firme raccolte, non hanno mai smesso di incitare la gente a mobilitarsi.

 

E ci sono riusciti. Spiega Tigella: “Le cose migliori che si sono viste sulla rete per i referendum sono il prodotto di associazioni e singoli cittadini. Mentre i partiti sono rimasti un po’ in disparte. Le persone, con la loro rete di contatti sono stati una parte fondamentale della campagna referendaria. E alla fine sono stati determinanti per il raggiungimento del quorum e la vittoria dei sì”.

 

Una buona notizia per il funzionamento democratico del paese, senza dubbio. Ma anche il segno che ormai “si sta diffondendo sempre più un uso consapevole del web, che ne comprende le potenzialità in termini di condivisione delle informazioni e organizzazione di un movimento. Anche temi concreti”, assicura Claudia Vago. Come le elezioni comunali, l’acqua pubblica o il nucleare.

 

Matteo Acmè

 

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