Da Torino a Helsinki per la città a “impatto zero”

Da Torino a Helsinki per la città a “impatto zero”

Experientia, società di consulenza piemontese, è stata premiata dal Presidente Napolitano per il suo progetto Low2No: costruire un quartiere a zero emissioni di CO2.

15 giugno 2011

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“Low2No”. Ovvero “da basso a zero”. È questo il nome del progetto della società di consulenza Experientia Srl che è valso il Premio Nazionale per l’Innovazione nei Servizi, consegnato ieri direttamente dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ai rappresentanti dell’azienda. La motivazione è semplice: “aver progettato in Finlandia un quartiere cittadino a bassa emissione di CO2 con metodologie innovative elaborate in Italia”.

 

“Il progetto parte da lontano”, dice il presidente di Experientia Michele Visciòla. “Nel 2009 siamo stati contattati dalla Arup, un’azienda internazionale di innovazione. Erano stati invitati a partecipare a questo bando, chiamato appunto Low2No, con lo scopo di realizzare entro il 2013 un quartiere a impatto zero in un’area della città di Helsinki”.

 

Arup quindi ha pensato di farsi affiancare per il concorso da questa piccola realtà torinese, che avrebbe agito in particolare sulla trasformazione dei comportamenti delle persone. “Perché nonostante tutta la tecnologia del mondo che si può mettere a disposizione, ciò che fa davvero la differenza è la gente”, spiega Visciòla.

 

La scelta della capitale finlandese è strategica. Helsinki infatti è una delle città a più alta emissione di anidride carbonica. Questo perché è un posto dove fa freddo e c’è poca luce per molti mesi l’anno, e quindi c’è bisogno di molta energia. “Noi lavoreremo nella zona del porto commerciale, che sarà ristrutturata secondo i criteri della massima sostenibilità”, dice ancora Visciòla.

 

Ecco cosa si farà in parole povere.

 

“Il progetto si sviluppa in cinque fasi. Le prime due erano progettuali. Adesso siamo entrati nella terza, cioè nella realizzazione”, spiega il presidente di Experientia. “Sono due le aree di intervento dove andremo a operare: una riguardo gli smart meters, e l’altra sarà sulla realizzazione dei servizi”.

 

Visciòla spiega nei particolari il motivo per cui il progetto è stato premiato. “Di solito — dice — il fornitore deve sapere la quantità di energia che gli servirà il prossimo anno, perché si pianifica periodo per periodo. Quanto più questa stima si avvicina a quello che sarà il consumo reale, tanto più si ottimizzano i guadagni dovuti alla vendita. Gli smart meters oggi vengono usati per questi scopi. Ma potrebbero essere sfruttati molto meglio”.

 

In che senso? “Molte aziende usano questi strumenti quasi per ‘spaventare’ l’utente, dicendogli: ‘se consumi più di tot, spenderai molto di più’, ma senza poi fornire al consumatore gli strumenti per capire quando sta oltrepassando i limiti. Bisogna trasformare gli smart meters in un mezzo al servizio dell’utente, che lo renda consapevole momento per momento di quanto sta consumando, dandogli anche altre informazioni utili al risparmio. In questo modo si potranno migliorare i consumi e ridurre le emissioni”.

 

Il progetto è ben avviato. Nel 2013 ci saranno le prime abitazioni ed entro il 2020 ci sarà un forte abbattimento di Co2. Ma Low2No guarda ben oltre. “Il distretto sarà progettato affinché ci sia un basso consumo anche per i prossimi 70 anni”, conclude Visciòla.

 

Valerio Pierantozzi

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