(Pre)Occupiamoci, un convegno per parlare di lavoro

(Pre)Occupiamoci, un convegno per parlare di lavoro

Rena, Rete per l'eccellenza nazionale, ha organizzato un importante evento lo scorso fine settimana. Ecco com'è andata.

28 giugno 2011

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Si è tenuto venerdì scorso, 24 giugno, alla Fondazione Riccardo Catella di Milano il convegno (Pre)occupiamoci. L’evento pubblico è stato organizzato da Rena, la Rete per l’eccellenza nazionale.

 

Dell’organizzazione del convegno hanno parlato in tanti. Ma ITALICnews è andato a indagare più a fondo, per capire i motivi che sono alla base di questa iniziativa e i suoi possibili sviluppi.

 

 

“Come associazione noi vogliamo contribuire a orientare il dibattito pubblico sul tema dell’occupazione e soprattutto dell’occupazione giovanile”, dice il presidente di Rena Alessandro Fusacchia. “Abbiamo scelto in particolare questo tema perché sta diventando una vera emergenza nazionale. Da più parti nei giornali si parla di veri o presunti scandali politici. Invece per noi è questo il vero scandalo nazionale”.

 

Nell’anno del centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia, alcune fazioni politiche si chiedono – per motivi diversi – perché gli italiani stiano ancora insieme. “Molti non capiscono invece che anche la questione occupazionale è una minaccia all’integrità di questa nazione”, spiega Fusacchia. “I giovani si trovano spesso a dover affrontare una situazione difficile, e anche i genitori iniziano a porsi delle serie domande sul presente e il futuro di questo paese. Bisogna poi considerare il lato economico: se le persone non lavorano, allora non spendono; se non spendono, l’economia non gira; se non lavorano, non pagano le tasse. Tutto questo crea una sorta di bomba a orologeria”.

 

Ci sarebbe sicuramente tanto da fare per migliorare la situazione attuale. Da dove iniziare quindi?

 

“Non abbiamo la bacchetta magica e non ce l’ha nessuno. Ma questo non vuol dire che non si possa fare niente. I valori che vogliamo diffondere sono quattro e formano l’acronimo A.R.T.E.: Apertura, Responsabilità, Trasparenza, Equilibrio”.

 

Il prossimo passo di Rena sarà quello di creare una sorta di tavola rotonda invitando a partecipare i giovani stessi, ma anche Confindustria, le agenzie interinali e – non ultimi – alcuni rappresentanti della politica.

 

“Nelle prossime settimane raccoglieremo tutti questi input per metterli ‘a sistema’, affinché tutte le proposte concordino tra di loro”, dice Fusacchia. “Noi vogliamo che l’Italia si muova tutta nella stessa direzione, quindi ogni soluzione dovrà essere coerente con questi valori. Solo così potremo mettere su una squadra pronta a fare proposte concrete che, tengo a sottolinearlo, non saranno solo politiche, ma andranno su vari livelli”.

 

In attesa di risultati concreti, l’evento di venerdì ha intanto ottenuto un ottimo riscontro. “Nella sala erano presenti più di cento persone”, dice un altro membro di Rena, Davide Rubini. “Però c’era anche la diretta via web sul nostro sito, che ha avuto un picco di visualizzazioni contemporanee di 2500 persone. Senza considerare le 112 web tv che si sono connesse in streaming”.

 

Valerio Pierantozzi
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