Turismo inclusivo

Turismo inclusivo

Marco Moretti, raccoglie in un portale online quasi trent'anni di viaggi. Per incoraggiare a un turismo consapevole.

30 giugno 2011

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Chi viaggia alloggiando in resort superaccessoriati e villaggi vacanze non vede il mondo. “Un turista del genere si ghettizza. Abbagliato dalle promesse dell’all inclusive, in realtà rimane fuori dai luoghi in cui si reca”.

 

Marco Moretti, reporter e fotografo di viaggio da quasi trent’anni, “ecologista da sempre”, ha lanciato da un paio di giorni il portale web Ecoturismo Report, a metà fra una guida al turismo e una raccolta di reportage. L’obiettivo è creare un turismo attento e responsabile verso l’ambiente e gli “indigeni”.

 

“Ho raccolto sul sito il frutto di tutti i miei viaggi”, dice Moretti a ITALICnews. Amazzonia, Sri Lanka, Grande barriera corallina, Antartide, tutta l’Europa, l’Himalaya: Marco Moretti ha girato (più volte) il mondo. “Sono sempre stato guidato dal fascino della natura – prosegue – e ho sempre cercato di raccontare con le parole e le immagini la bellezza del mondo, ma anche le sue criticità, i problemi delle popolazioni e il rischio di rovinare i territori”.

 

Nella sua carriera Moretti ha anche visto nascere e soffrire il concetto di ecoturismo. Sul portale si può leggere un’intervista, realizzata negli anni Ottanta, a Bob Brown, l’ecologista della Tasmania che per primo ha pensato che si potevano salvare interi ecosistemi semplicemente portandoci pochi ma avveduti turisti.

 

“Poi anche gli ecoturisti si sono moltiplicati – spiega il reporter – tradendo un po’ l’idea originaria”. E qui nasce l’idea di Ecoturismo Report, pensato per rilanciare l’importanza delle consapevolezza del viaggio, per sviluppare la voglia di un modo di viaggiare che sia veramente “inclusivo”.

 

“Turismo inclusivo significa vivere nelle case e nelle strade della gente del posto, mangiare il loro cibo, entrare quanto più possibile nel tessuto della società in cui si viaggia o si passa una vacanza”. Andare in Kenya o in Perù cercando le comodità cui si è abituati in Europa, ecco, quello non è turismo inclusivo.

 

Ecoturismo non è un portale per capire dove andare in vacanza: “È pensato per un pubblico consapevole e per aumentare l’attenzione degli altri”. Per questo accanto agli articoli, agli itinerari consigliati, ai racconti di mondi lontani, ci sono link a enti del turismo e operatori per organizzare il viaggio, ma anche collegamenti ad associazioni ambientaliste e istituzioni che si occupano della difesa del territorio e dei popoli che ci vivono sopra.

 

Perché, come si legge nell’editoriale che apre il sito, Moretti e i suoi collaboratori vogliono rendere i viaggiatori “consapevoli dei problemi. Perché non siamo neutrali. Siamo schierati. Con l’ambiente”.

 

Matteo Acmè

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