Un altro mattone (digitale) nel muro

Un altro mattone (digitale) nel muro

Anche a Milano i fan dei Pink Floyd hanno potuto ammirare Roger Waters e il suo ultimo spettacolo. Con una scenografia da nuovo millennio.

18 luglio 2011

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Quando si pensa all’associazione psichedelia-musica, il primo nome che viene alla mente è probabilmente quello dei Pink Floyd. Nessun altro gruppo come quello britannico ha rappresentato nell’immaginario collettivo la trasgressione, la sperimentazione e, appunto, la psichedelia.

 

Il tour mondiale di Roger Waters non poteva quindi che essere accompagnato da una scenografia imponente quanto elaborata, con effetti visivi stupefacenti. L’occasione è delle più importanti: Waters, ex bassista della band, ha portato in giro per il globo (data finale il 12 luglio ad Atene) lo spettacolo “The Wall Live”, incentrato sulle canzoni del storico album The Wall, pubblicato nel 1979 dai Pink Floyd.

 

Per organizzare le scenografie, Waters ha collaborato con il regista londinese Ben Ib, esperto di video musicali e animazione 3D, e con l’art director Sean Evans. Per creare gli spettacolari effetti visivi, il gruppo di lavorazione ha utilizzato Maya e Mudbox, due software dell’azienda statunitense Autodesk.

 

Noah Cole, Autodesk Senior Manager Corporate Communications per l’area Europa, Medio Oriente e Africa, non è affatto stupito della scelta di usare Autodesk. “I nostri software contengono la tecnologia che artisti e designer usano per preparare un tour imponente come quello di Waters”, dice Cole a ITALICnews. “Siamo specialisti nei software per gli effetti visivi, quindi non è stata una sorpresa che Ben Ib abbia scelto Autodesk Maya e Autodesk Mudbox per creare gli effetti visivi per i concerti”.

 

Giochi di luci, effetti visivi, immagini sofisticate, come quella dell’effetto frammentato del muro che cade in “Run like Hell”: sono solo alcune delle realizzazioni scenografiche che gli spettatori hanno potuto ammirare ai concerti di Waters. Ben Ib si è detto soddisfatto del risultato. “Ho creato e sperimentato molto per produrre queste animazioni, e Autodesk Maya mi ha fornito gli strumenti giusti per spaziare in territori diversi, senza però intaccare lo spirito originale di The Wall”, ha detto il regista inglese.

 

The Wall è una pietra miliare per i fan dei Pink Floyd. È un concept album e racconta la storia del giovane musicista Pink e dei suoi problemi psicologici e relazionali. Il disco vendette oltre dieci milioni di copie nei soli Stati Uniti e fu seguito da un tour di grande effetto scenico e da un film, intitolato Pink Floyd The Wall, con protagonista Bob Geldof nella parte di Pink.

 

Chiaramente quindi anche il tour mondiale di Waters non poteva che essere accompagnato dalla progettazione di una scenografia unica. Tutti i vincitori degli ultimi 15 Oscar per i migliori effetti visivi avevano utilizzato Autodesk. La scelta quindi è stata quella di affidarsi a dei professionisti del settore.

 

“I software Autodesk sono usati per disegnare qualunque cosa: da strade e ponti a film, giochi e, naturalmente, esperienze di intrattenimento come i concerti”, dice Noah Cole. “I progetti più recenti che hanno utilizzato Autodesk includono i film Pirati dei Caraibi – Oltre i confini del male, Rango, Lanterna verde e Iron Man 2. Ma anche show televisivi come NCIS e Dexter e videogiochi come Assassin’s Creed, Crysis 2 e Dragon Age”.

 

Il tour mondiale del bassista dei Pink Floyd ha toccato anche l’Italia il 3 e il 4 luglio scorsi, al Forum di Assago (Milano), facendo registrare il tutto esaurito in entrambe le date. C’è da giurare che i fan hanno potuto assistere a uno spettacolo memorabile.

 

Valerio Pierantozzi

© Riproduzione riservata

 

Un'altra immagine della scenografia

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