Parlano di noi: ITALIC e l’editoria indipendente

Parlano di noi: ITALIC e l’editoria indipendente

Gianluigi Ricuperati racconta il nostro mensile su Repubblica.

20 luglio 2011

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In Italia, nel 2011, sono venute al mondo almeno quattro nuove riviste cartacee, di differente ambizione e aree d’interesse, ma accomunate da ciò che normalmente si lamenta quando s’affronta lo stato delle cose nella penisola – uno, sono progetti culturali e imprenditoriali; due, chi le fa rischia in proprio; tre, danno l’idea che da noi si possa vivere facendo crescere idee forti e competitive. Se è vero che i grandi giornali inventano il proprio pubblico, generando comunità elettive, anche queste nuove avventure – forse – sono lo specchio di una nuova borghesia giovanile, metropolitana e non, curiosa, forse invisibile agli occhi delle statistiche ma viva.

(…)

ITALIC, va in edicola ogni mese: da una parte tratta le vicende delle città come piattaforme globali, dall’altra gli intrecci di commerci, flussi, interessi, conflitti planetari, con un occhio al mondo del design e dellarchitettura, da cui viene il fondatore torinese Luca Ballarini. Vi si trovano rubriche affidate a filosofi come Franca D’Agostini, ma anche un sintetico ritratto di Alec Ross, l’uomo che scrive i messaggi-Twitter di Obama, o un pezzo che consiglia a un comune come fare turismo di successo senza distruggere se stesso e i ritratti di personaggi diversi, dallo scenografo del web a un giovane pastore di pecore.

 

 

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Ecco, in una sintesi quasi infantile, cosa significa fare una rivista culturale in Italia, senza mecenati o fondi pubblici: è un atto politico per il fatto stesso di accadere qui; è un gesto ottimista e virale perché succede proprio ora. E infine: queste piccole grandi riviste sono un dono di risveglio, periodico e plurale, alla nostra conoscenza pubblica, in un paese in cui ogni singolo granello di una piazza o una chiesa pare più disposto a leggere e capire il fenomeno umano dei cittadini che ogni giorno gli vivono accanto.

 

Questo articolo di Gialuigi Ricuperati è uscito su Repubblica il 20 luglio 2011, pag. 61

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  • Boskizzi scrive:

    Mi sono abbonato ad Italic e ho acquistato i primi 3 numeri di Rivista Studio. Quest’ultima è interessante, ben fatta e mai banale. L’unica cosa su cui mi piacerebbe parlare, e di questo scrissi anche al loro direttore è che pur utilizzando foto bellissime e di stimati professionisti, l’utilizzo delle immagini rende il mag simile a molti altri della stessa categoria (Vice Mag, Pig Mag, …). Italic è un’altra cosa, rispetto a Rivista Studio. Meno fighetto (passatemi il termine), ma altrettanto curato e godibile.

    • admin scrive:

      Grazie Boskizzi per i complimenti. Fa sempre piacere avere lettori attenti come te. Ciao, e continua a leggerci sulla carta e sul web.

      La Redazione