Nucleare: a Saluggia nuovo deposito per le scorie

Nucleare: a Saluggia nuovo deposito per le scorie

In un'area che custodisce il 70% dei rifiuti radioattivi d'Italia, la Sogin costruirà un nuovo impianto temporaneo di stoccaggio.

25 luglio 2011

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A Saluggia, in provincia di Vercelli, si trova più del 70% dei rifiuti nucleari d’Italia. ITALIC (numero di maggio) aveva raccontato lo stato dei depositi della zona, edifici in gran parte risalenti agli anni Settanta. Che ora verranno sostituiti da un nuovo sito di stoccaggio temporaneo.

 

Siamo nel bel mezzo del “nucleare reale”, come lo ha definito Giampiero Godio di Legambiente. A pochi metri dalla Dora Baltea, affluente del Po. Da un lato il complesso Sorin, un’industria di farmaci, e il deposito Avogadro, che custodisce 163 barre di materiale nucleare irraggiato. Dall’altro, l’impianto Eurex-Sogin all’interno del Centro ricerche dell’Enea: è spento, ma in speciali cisterne contiene quasi tutti i rifiuti liquidi radioattivi d’Italia.

 

Proprio quest’ultimo verrà sostituito dal nuovo deposito. Una costruzione da 30mila metri cubi, che sarà pronta fra tre anni e ospiterà i 2300 metri cubi di rifiuti radioattivi contenuti al momento nell’impianto Eurex, oltre ad altri 2000 di materiale contaminato che verranno prodotti dallo smantellamento della vecchia struttura. Il tutto in attesa della costruzione del Deposito Nazionale, unico per tutto il paese: se ne parla da anni, ma ancora non è stato individuato il luogo che dovrebbe ospitarlo.

 

Certo, se questi sono i numeri, anche contando le necessità di manovra e sicurezza, rimane un sacco di spazio vuoto nel nuovo edificio. Ma, assicurano dalla Sogin (la società che si occupa della gestione dei vecchi impianti nucleari italiani), a Saluggia non arriveranno rifiuti radioattivi da altri siti nucleari.

 

Una precisazione obbligata, dal momento che il piccolo borgo del vercellese (4000 abitanti), già sperimenta “l’ingombro” dei rifiuti radioattivi, che hanno anche contaminato questo angolo di Piemonte.

 

Cobalto e stronzio sono stati trovati nell’acqua e nel terreno appena fuori Saluggia. Non rappresentano un pericolo per la popolazione (l’Arpa li tiene costantemente sotto controllo), e provengono dal complesso Sorin-Avogadro, non dall’impianto Eurex.

 

Ma, senza dubbio, un nuovo più moderno deposito, è una notizia tranquillizzante per gli abitanti della zona.

 

Matteo Acmè

Foto: Pepe Fotografia

 

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