Performing art nella centrale idroelettrica

Performing art nella centrale idroelettrica

Si conclude il 30 luglio il festival internazionale Drodesera, che si svolge su un palcoscenico molto suggestivo: la centrale idroelettrica di Fies.

27 luglio 2011

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Trentanove compagnie e artisti, 72 eventi in programma, tra cui 33 spettacoli per 52 repliche complessive, cinque prime nazionali, sei prime assolute. Sono solo alcuni dei numeri della XXXI edizione del festival internazionale Drodesera, che proporrà performance, teatro, danza, musica, ma anche arti plastiche e video.

 

Il titolo scelto per questa edizione è Caracatastrofe, a sottolineare il concetto di cambiamento e di crescita, di svolta.

 

Il festival è cominciato il 22 luglio e proseguirà fino al 30 negli spazi della centrale idroelettrica di Fies a Dro (Trento). “Abbiamo un pubblico sempre nuovo ed estremamente eterogeneo”, dice la giovane responsabile della comunicazione Virginia Sommadossi. “L”età media si aggira sui 35 anni, e sono persone che spesso vengono qui grazie al passaparola. A testimonianza di questo c’è il fatto che non si presentano solo appassionati di teatro, ma anche designer, artisti, architetti”.

 

Tra i protagonisti dell’evento c’è la compagnia teatrale Motus, il coreografo Alessandro Sciarroni e l’irriverente duo teatrale Ricci/Forte. “Stefano Ricci e Gianni Forte hanno fatto tre sere consecutive, tutte di successo. Hanno proposto una performance molto forte sia dal punto di vista delle immagini che dei testi, mettendo in scena una forza e una violenza disarmante”, dice Sommadossi.

 

Un festival come questo, della durata di nove giorni e con una tale quantità di spettacoli, richiede molto tempo per l’organizzazione. “È un anno intero di lavoro. Anche perché nella centrale di Fies si produce tutto l’anno”. Tanto che c’è chi lavora a tempo pieno. “Stiamo cercando di far sì che l’arte sia un lavoro vero, che possa permettere di far vivere le persone di questo mestiere, come succede all’estero. D’altronde molti sono professionisti nel loro campo”, afferma la giovane trentina.

 

Il luogo del festival, come detto, è la centrale idroelettrica di Fies: un palcoscenico suggestivo, importante quasi quanto gli artisti che si esibiscono. Il complesso, risalente ai primi del Novecento e in parte ancora attivo per la produzione di energia, si trova al centro di una riserva naturale sulle montagne trentine, e da più di dieci anni è sede del festival e di tutte le attività di Centrale Fies.

 

“Senza questo posto non potremmo fare produzione”, spiega Sommadossi. “Uno dei problemi principale delle performing arts infatti è proprio la reperibilità degli spazi. La centrale è un luogo che si presta particolarmente e dove gli artisti possono esprimere in pieno la loro creatività”.

 

Valerio Pierantozzi
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