Capitale della cultura: Matera si candida

Capitale della cultura: Matera si candida

La città dei Sassi è in gara per diventare Capitale europea della cultura 2019. Ecco il logo ufficiale

29 luglio 2011

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Matera ha un sogno: diventare nel 2019 Capitale europea della cultura.

 

Per raggiungerlo, il comitato Matera 2019 si insedia questa mattina in via ufficiale, presentando il logo con cui sosterrà la candidatura. La città dei Sassi, a lungo immagine del degrado del Sud, vede il riconoscimento europeo come tappa finale per il rilancio definitivo.

 

Come a Matera accade già da tempo — negli ultimi anni Matera ha ospitato arte, letteratura e grandi set cinematografici — la cultura e gli investimenti che ne seguono servono infatti da motore di sviluppo, occupazione, qualità di vita.

“Il primo ruolo del comitato è riuscire a mettere d’accordo i diversi soggetti attivi sul territorio (istituzioni, enti, associazioni) sulla base di un pensiero comune”, spiega Paolo Verri, già alla guida del Salone del Libro e del Comitato Italia 150 e oggi direttore del comitato di candidatura per la città lucana. “Questo è il compito più difficile, ma anche il più importante sul piano strategico”.

 

Nel caso di una vittoria, Matera diverrebbe il centro della cultura continentale. Lo sviluppo della provincia lucana dovrà però passare da almeno due fattori strutturali: la ripopolazione dei Sassi e il collegamento ferroviario con Potenza, Napoli e Bari, oggi raggiungibili solo su gomma. “Il comitato guarda alla condivisione del progetto nella comunità prima che alle infrastrutture”, dice Verri. “Ma di certo con la candidatura faremo un lavoro di lobbying perché nel 2019 le Ferrovie dello Stato siano finalmente arrivate a Matera”.

 

 

Il logo del comitato presentato oggi

 

I cittadini di Matera conosceranno il verdetto nel maggio del 2015, quando l’Unione europea stabilirà le due città di Italia e Bulgaria — tra otto anni sarà il turno di queste nazioni — che condivideranno il titolo di città della cultura. Le concorrenti in Italia non sono poche, però. Da nord a sud nella lista si leggono i nomi di Torino, Venezia, Siena, Bari, Catanzaro e altre ancora. “Torino e Venezia sono agguerrite, ma le loro candidature sono poco comprensibili”, dice Verri. “Torino in questi anni ha già avuto tutto in fatto di eventi, mentre Venezia è già nota a tutto il mondo”.

 

L’Unione europea ha cambiato i criteri di selezione, puntando anche su piccole realtà: quest’anno è la città finlandese di Turku a condividere con Tallin il ruolo di capitale. Perché allora non puntare su una candidatura impossibile? Come Matera, oppure come Siracusa, l’altra città del Mezzogiorno che a detta di Paolo Verri ha lavorato bene.

Un candidato in particolare avrebbe però la precedenza, nel caso i suoi amministratori ufficializzassero la candidatura. “Si sta parlando di una possibile organizzazione per L’Aquila il 2019”, spiega. “Se così fosse, dovremmo tutti ritirare le altre candidature e metterci a lavorare insieme a loro”. Per L’Aquila il 2019 sarebbe il decennale dal terremoto.

 

Dopo Firenze nel 1986, Bologna nel 2000 e Genova quattro anni dopo, Matera può diventare Capitale al pari di Atene, la prima designata nel 1985, e Istanbul nel 2010. Per il comune lucano da 60mila residenti, il modello da seguire è quello di Mons, la cittadina belga con meno di centomila abitanti che ospiterà l’evento nel 2015. “Per definire il progetto, a Mons gli organizzatori hanno davvero coinvolto tutti i cittadini”, dice Verri.

Ora che c’è anche il logo spetta al comitato Matera 2019. E ai materani.

 

Edoardo Bergamin

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  • antonio scrive:

    Oltre ai vari aspetti e interventi culturali, che man mano saranno studiati,tutte le Istituzioni e i cittadini, veramente interessati a questo grande progetto, dovranno impegnarsi per creare delle condizioni, tali da cambiare veramente la città, che non si basa solo sul passato, di cui la dura vita nei sassi ne è il segno tangibile ancora vivo.Chi vive a MaterA
    e chi ci verrà dovrà respirare un’aria pulita
    e diversa in tutti i sensi:strade riparate e pulite,traffico regolato e silenzioso,ristorato ri e albergatori che diano più valore agli euro
    dei turisti e anche dei materani.Gli automobili sti siano più disciplinati e meno rumorosi.E il
    Comune cancelli ed elimini tutti i privilegi,che
    sono tanti! Speriamo di farcela,dipende molto
    da noi tutti,non ci manca il senso ddell’accoglie
    za,dovremo sviluppare di più il senso civico.

    • Giulia scrive:

      Il titolo di Capitale Europea della Cultura è stato ideato dall’Unione Europea nel 1985 allo scopo di avvicinare i popoli europei mediante la valorizzazione della ricchezza culturale e di migliorare la conoscenza che i cittadini hanno gli uni degli altri, favorendo il senso di appartenenza a una medesima Comunità.
      La manifestazione comporta benefici culturali, sociali ed economici sia durante l’anno di svolgimento che in quelli successivi creando un’opportunità unica per rigenerare la città.
      Anche Bergamo ha tutte le caratteristiche culturali per presentare un’autorevole candidatura, infatti, da tempo ha accettato la sfida di unire al suo progresso economico la salvaguardia e la valorizzazione del suo importante patrimonio culturale creando una intersecazione di iniziative e di interventi infrastrutturali portandola al centro dell’interesse di tutti i percorsi culturali nazionali.
      La Città Alta con i suoi monumenti è unica, le stagioni Teatrali seguono lo spirito e il genio di Gaetano Donizetti – da ricordare che la città dispone di tre teatri di rilievo – Danza, Balletto e Spettacoli riempiono in ogni stagione i numerosi luoghi di cultura della città.
      L’arte vive della fama di Lorenzo Lotto, di Caravaggio e Giovanni Battista Moroni, passa per Frà Galgario e Giacomo Manzù per arrivare ad un nutrito e vivo numero di artisti contemporanei.
      Importanti musei come la Pinacoteca Accademia Carrara e La GAMeC-Galleria d’arte moderna danno rilievo nazionale all’offerta culturale della città, che quindi si presta con forza all’assegnazione del ruolo di capitale europea della cultura.