Gli squatter “bobos” contro il caro affitti a Parigi.

Gli squatter “bobos” contro il caro affitti a Parigi.

Jeudi Noir: sono giovani, colti e puntano a occupare l’Eliseo (da ITALIC di giugno)

16 agosto 2011

2

Durante l’estate ITALICnews vi ripropone alcuni articoli usciti sui primi numeri del nostro mensile

 

Julien Bayou, trent’anni appena compiuti, cammina per le strade del Marais con il naso all’insù, attento a non inciampare. Lo sguardo si posa sui palazzi con le finestre chiuse, dove nessuno sembra risiedere da anni. Ci racconta che da febbraio, quando il movimento di cui è a capo è stato sgombrato dalla sede delle assicurazioni Axa, a due passi dall’Eliseo, passa al setaccio tutto il quadrilatero attorno a Place des Vosges in cerca di una nuova sede per Jeudi Noir.

 

La stampa francese lo ha incoronato leader dei rivoluzionari bobos, ovvero borghesi-bohémien. Il termine, coniato qualche anno fa dall’americano David Brook, autore del libro Bobos in Paradise, indica le persone politicamente e intellettualmente impegnate, amanti delle comodità della vita contemporanea, delle nuove tecnologie e soprattutto dotate di un forte senso estetico.

 

Jeudi Noir, movimento fondato da una trentina di ragazzi nel novembre 2006 per denunciare le speculazioni del mercato immobiliare parigino, incarna appieno questa definizione e si differenzia dagli altri movimenti per l’alloggio presenti nella capitale francese. Fatti salvi i diritti di chi vive per strada e di chi è ospite presso strutture caritatevoli, oggi a Parigi l’emergenza casa riguarda anche i figli della borghesia.

 

Jeudi Noir rappresenta proprio loro: giovani laureati, professionisti dal lavoro flessibile e senza fideiussione bancaria, per i quali l’accesso a un contratto di affitto regolare è sempre più un miraggio. Abbandonati striscioni e slogan politici, Jeudi Noir ha scelto altri strumenti d’azione: come feste, canzonette che riprendono in chiave ironica grandi successi della musica francese, l’occupazione di agenzie immobiliari e palazzi dal grande valore storico. Facendo sempre molta attenzione a coinvolgere media e politica nazionale.

 

Jeudi Noir significa giovedì nero: come il giorno della caduta della Borsa di New York nel 1929. Ma anche come il giorno della settimana in cui nelle edicole parigine esce Particulier à particulier, la bibbia degli annunci immobiliari. Un giorno nero perché alle speranze di chi cerca casa si contrappone la dura realtà dei fatti. Il giovedì è il giorno in cui si passa da un lato all’altro della città per visitare alloggi fatiscenti, magari dopo aver atteso più di due ore in fila. Un viavai stancante, una via crucis che spesso si conclude con un nulla di fatto.

 

Il costo degli affitti in Francia, soprattutto nella regione dell’Île de France, è cresciuto del 50% negli ultimi dieci anni. Parallelamente, però, non si è registrata una crescita corrispondente di salari e stipendi, soprattutto per i più giovani. Per questo, proprietari e agenzie immobiliari, impauriti dalle occupazioni abusive e nel tentativo di tutelare la proprietà, hanno innalzato la barriera selettiva dei futuri inquilini. Per firmare un contratto d’affitto chiedono ai giovani parigini in cerca di casa un reddito lordo tre volte più alto del canone di affitto e garanzie da parte di amici o parenti facoltosi.

 

Il risultato è che solo una minima parte della popolazione francese tra i 20 e 35 anni riesce a permettersi una sistemazione regolare. Molti di loro decidono di affittare divani in casa di amici — da cui l’espressione génération canapé — o di condividere case senza contratto, mentre incombe da un momento all’altro l’invito ad andarsene.
Nella capitale il prezzo medio d’affitto siaggiratrai 45 e i 65 euroa metro quadro. Così anche per affittare le vecchie camere di servizio, le cosiddette chambres de bonne grandi non più di quindici metri quadri e senza bagno all’interno, servono dai 500 ai 750 euro al mese. Un tempo destinate alla servitù, queste stanze sono una delle soluzioni più agognate per studenti e giovani lavoratori.

 

Julien Bayou confida: “È immorale chiedere queste cifre per abitazioni del genere, quando in tutta Parigi esistono migliaia e migliaia di metri quadri inutilizzati”. In città il numero di palazzi vuoti e inutilizzati ammonta al 10% del totale. Una cifra che ha attirato l’attenzione dei membri di Jeudi Noir, che dal 2008 hanno avviato le prime occupazioni. Anche in questo caso, più simboliche che effettive.

 

Per riuscire a fare breccia nel dibattito politico parigino, il movimento non si è limitato a occupare appartamenti e palazzi dismessi in periferia, ma si è lanciato alla conquista di uno degli edifici più belli e importanti della capitale: l’Hotel Particulier La Marquise di Place des Vosges, luogo simbolo della borghesia parigina. Jeudi Noir vi è rimasto per oltre un anno, organizzando serate a tema, festival musicali e incontri con gli intellettuali più in vista di Parigi. Perché a differenza di molti movimenti, i membri di Jeudi Noir possono contare sulla stima e sull’appoggio di gran parte del mondo culturale e della stampa francese.

 

Jeudi Noir vanta il merito di aver reso “notiziabile” la lotta per il diritto all’alloggio. Non c’è mese in cui nei telegiornali e nelle riviste francesi non compaia un titolo dedicato agli squatter bobos. Julien e compagni sanno bene che la retorica uccide e che i loro coetanei non amano scendere in strada per le battaglie sul tema. Per questo cercano di trasformare la politica in qualcosa di nuovo, quotidiano. Soprattutto, cool.

 

Le feste in maschera nei locali affrescati del La Marquise o dell’ex sede Axa in Avenue Matignon, gli appuntamenti nei bar di Belleville — dove tra un concerto e l’altro il pubblico ascolta gli ultimi aggiornamenti sulle occupazioni — sono modi di coinvolgere una generazione politicamente pigra. Perché il fine ultimo di Jeudi Noir è arrivare a costruire un movimento politico in grado di rappresentare a livello nazionale una generazione nuova, ricca di capacità e di possibilità, ma oggi priva di voce in capitolo e forse incapace di organizzarsi da sola.

 

Passati gli slogan del Sessantotto, la cui eco è sicuramente presente nello stile dei membri di Jeudi Noir, il movimento unisce vita contemporanea e impegno politico, borghesia e lotta per l’alloggio. Mirando, forse, all’Assemblea nazionale e al Parlamento europeo.

 

Julien, master in Scienze Politiche a Strasburgo, alle ultime elezioni amministrative è stato eletto consigliere Regionale de l’Île de France per Europe Ecologie, il partito di Daniel Cohn-Bendit. Altri membri del movimento hanno partecipato alle elezioni europee del 2009, con buoni risultati.

 

“Nel 2012, quando la campagna elettorale per le presidenziali prenderà avvio e tutti i partiti si lanceranno all’inseguimento dei voti, scenderemo in campo anche noi”.
La frase di Julien suona profetica. Jeudi Noir punta in alto, dalle chambres de bonne all’Eliseo. Con il palazzo delle assicurazioni ci erano andati vicini. Chissà che in futuro non ci riescano davvero.

 

Questo articolo di Arianna Sgammotta è uscito sul numero 3 di ITALIC.

 

© Riproduzione riservata

Privacy Autorizzo al trattamento dei dati personali ai sensi dell'art.13 del D.Lgs. 196/2003.
I dati saranno utilizzati per dare corso alla richiesta di abbonamento e non saranno ceduti a terzi. Leggi le note legali

* I campi contrassegnati da asterisco sono obbligatori

NOTA Per evitare messaggi inopportuni e spam, il commento non sarà immediatamente visualizzato.
La redazione provvederà a pubblicare i commenti al più presto, mentre i messaggi diffamatori, offensivi, razzisti e sessisti saranno eliminati.

  • Paolo Rossa scrive:

    Splendido: me ne aveva parlato un mio amico che vive in centro a Parigi: addirittura quelli di jeudi noir simulano la stipula di contratti d’accordo….
    Mi sono abbonato alla vs rivista.
    Saluti

    • admin scrive:

      Grazie per la fiducia. Sul prossimo numero parleremo invece di un’organizzazione che di alloggi sfitti si occupa a San Paolo, in Brasile. Speriamo che anche questo articolo le piaccia altrettanto.