La cittadella è pronta

La cittadella è pronta

Il nuovo corso degli stabilimenti di Mirafiori a Torino è un polo di formazione e ricerca dedicato all'autoveicolo e alla mobilità sostenibile

25 agosto 2011

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Tra poco più di un mese entrerà in funzione la nuova sede del Politecnico di Torino ricavata da un’area dismessa degli stabilimenti Fiat Mirafiori. ITALICnews ha visitato il centro a lavori quasi ultimati e ve lo presenta.


Per i 1400 studenti che da inizio ottobre seguiranno i corsi di Ingegneria dell’autoveicolo e Disegno industriale del Politecnico di Torino sarà difficile scordare di essere ospitati da una delle maggiori fabbriche d’Italia. Un po’ per l’architettura della nuova sede, che mantiene la copertura dei vecchi capannoni, un po’ per la posizione.

 

Da quest’anno accademico il Centro del Design e della Mobilità sostenibile apre agli studenti dentro al vecchio perimetro di Fiat Mirafiori, al posto del reparto per la gommatura su corso Settembrini. Riunirà attività didattiche e ricerca applicata su uno spazio di ventimila metri quadri, all’interno di un’area degli stabilimenti ceduta dall’industria e in corso di trasformazione.

Il polo forma la prima parte della Cittadella politecnica, dedicata appunto al design e allo sviluppo tecnologico dei mezzi di trasporto. L’obiettivo di tutti gli enti locali impegnati sul progetto è promuovere il rapporto di collaborazione tra sapere, innovazione e produzione, e insieme riattivare la zona.

 

 


Il Politecnico ha scelto di insediarsi all’ombra delle ciminiere nel 2006, per riempire uno spazio liberato dalla fabbrica. Nel 2000 era accaduto lo stesso per un’altra sua sede, ospitata nel complesso dell’industria aeronautica Alenia. In questo caso la struttura – costruita dal 2008 con un investimento da 25 milioni di euro – è del tutto nuova, o quasi.

 

Il centro progettato da Isolarchitetti prevede più serie di unità distinte e in materiali differenti (alluminio, legno, pietra), inserite sotto l’ossatura di un capannone industriale preservata nelle demolizioni. I tre blocchi gemelli oggi completati sono destinati a uffici, aule e laboratori, collegati tra loro da passerelle e atri comuni.

 

Come spiega Marco Pellochiù, il responsabile dell’insediamento per il Politecnico, il progetto punta in particolare sull’innovazione energetica. “L’edificio avrà bassi consumi – spiega il responsabile – e al suo interno sarà attivato un sistema che rileva il numero di presenza in base alla CO2 emessa per ottimizzare in modo automatico la ventilazione degli spazi”.

Gli ambienti all’interno saranno riconoscibili attraverso un codice cromatico. All’esterno, i vecchi pilastri in acciaio dipinti di rosso – il vero elemento distintivo del centro – non hanno funzione di sostegno, ma estetica e di mantenimento della memoria industriale. Lo stesso avverrà con il resto del vecchio reparto, che rimane ancora in piedi affianco al centro.

In futuro tutto il grande capannone lascerà infatti spazio alla cittadella, che vuole triplicarsi. Ai primi blocchi faranno seguito a fine 2013 altrettanti padiglioni, sempre destinati alle attività del Politecnico. Un’ultima serie ospiterà poi le imprese del settore automotive interessate a diventare partner di ricerca, completando il progetto di un complesso di formazione, ricerca e sviluppo. “La cittadella vuole avere un ruolo per la città in generale”, spiega Pellochiù. “Vuole essere un campus di eccellenza, che faccia da punto di riferimento internazionale nel settore e che consenta di fare convergere su Torino ulteriori attività produttive”.

 

In attesa dell’espansione, un piccolo giardino e alcuni spazi comuni completano la sede universitaria, pensata per avere al proprio interno i pochi servizi di base (mensa, aule studio, copisteria) per gli studenti che qui seguiranno lezioni a tempo pieno e con obbligo di frequenza. Nei dintorni il luogo offre infatti ben poco e la trasformazione immaginata per l’area da Torino Nuova Economia, la società pubblica che nel 2005 ha rilevato parte dei terreni Fiat, deve ancora in gran parte realizzarsi.

 

 

Per il Politecnico avere insediato qui il proprio distretto è una scommessa. Di certo la Cittadella per il design e la mobilità sostenibile racconta da sola buona parte della storia recente della città: là dove in passato erano prodotte automobili, l’università ospita ora chi impara a immaginarle.

 

La Cittadella anticipa una serie di trasformazioni che attraverseranno questa area ai margini che, con l’arrivo nel 2020 della seconda linea della metropolitana e di un nuovo asse di scorrimento, diventerà alle porte della città. Lo sperano anche gli studenti.

 

 

Edoardo Bergamin

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  • Pietro scrive:

    sarebbe opportuno, visto il numero di studenti, ottimizzare al più presto il livello del servizio mensa al livello di altri siti del Politecnico