Un think tank per il futuro del Paese

Un think tank per il futuro del Paese

Da domenica aprono i lavori di VeDrò, un incontro per parlare di politica, cultura, innovazione.

26 agosto 2011

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A Dro, provincia di Trento, si riuniranno in molti: politici, imprenditori, giornalisti, ma anche ricercatori universitari, professionisti e perfino un astronauta, invitati alla Centrale Fies – impianto elettrico trasformato in centro per performing art e anche convegni – per parlare di caos, e del futuro del Paese.

 

L’incontro di VeDrò è diventato un appuntamento fisso per parte della classe dirigente italiana. L’edizione 2011 del think tank di fine estate, ideato nel 2005 da Enrico Letta per promuovere il dibattito pubblico su politica, economia e cultura, si tiene dal 28 al 31 agosto. Il tema generale quest’anno è appunto il caos, il disordine: una scelta obbligata, come spiega il presidente dell’associazione VeDrò Benedetta Rizzo.
“Vista la crisi attorno, non potevamo non confrontarci con lo stato di confusione”, spiega il presidente. “Intendiamo il caos però come momento di fermento, come uno stimolo per la crescita e l’elaborazione di idee”. Da qui muoveranno i diciannove gruppi di lavoro previsti, ognuno dedicato a un tema specifico ma con la prospettiva comune di immaginari gli scenari di sviluppo futuri. I partecipanti discuteranno di partiti, impresa, città, energie, linguaggio, media, oltre a sport, cibo, infrastrutture.

 

Tra laboratori e incontri plenari, oltre ai 170 relatori parteciperanno a VeDrò circa in 750, selezionati in base a carriere e esperienze. Si va dai direttori di piccole aziende innovative agli scrittori, dai deputati ai curatori d’arte. L’età media è di 39 anni. “Gli obiettivi sono due”, spiega Rizzo. “Portare a uno scatto d’orgoglio chi ricopre compiti di responsabilità e il disgelo tra le parti politiche”. La manifestazione, promossa oltre a Letta da Giulia Bongiorno, vuole essere un “ambiente bipartisan”, non per convenienza ma come dato identitario.

 

Spettacoli – il concerto finale è di Edoardo Bennato – e la registrazione di uno speciale di La7 completano il programma della quattro giorni, che quest’anno propone una novità. Grazie alla fiorentina Treedom l’organizzazione ha calcolato le emissioni di CO2 dovute alla logistica, in modo da piantare il numero di alberi necessario a compensarle – uno per partecipante – in una foresta del Camerun. Anche se a distanza, il festival tra i boschi del Trentino si può dire così a emissioni zero.

 

Durante quattro giorni l’associazione VeDrò presenterà infine il suo rapporto sui saperi in divenire. Il messaggio dei documenti preparati e dei tanti esperti ospitati è lo stesso. “Gli incontri vogliono mostrare la forza del confronto, informale e orizzontale, tra le parti anche opposte”, dice il presidente. Non una lobby quindi, ma VeDrò è una piattaforma di incontro, che assomiglia al luogo – anche confusionario – dove politica e imprese mettono alla prova le idee del futuro prossimo.

 

Edoardo Bergamin

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