Quanto fa bene pedalare

Quanto fa bene pedalare

Uno studio inglese illustra i benefici della ciclabilità sull'economia. Anche ITALIC 5 parla di mobilità e piste ciclabili, raccontando i più interessanti progetti in Italia

12 settembre 2011

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“Spesso cittadini e associazioni pensano che per tracciare una pista ciclabile basti poco”, ha spiegato Lorenzo Giorgio, pianificatore e progettista a Milano, per il numero di settembre di ITALIC. ”Ma non è così”. Eppure pedalare fa bene, non solo ai ciclisti ma anche all’economia.

 

The British cycling economy, un recente rapporto della London School of Economics, conferma molto chiaramente tutti i vantaggi che un Paese ottiene se riesce a incentivare con successo la ciclabilità. Gli sforzi cui accennava Giorgio vengono ampiamente ripagati.

 

In Gran Bretagna le piste ciclabili sono triplicate negli ultimi vent’anni, superando i 19mila chilometri totali. E solo nel 2010 circa 1,3 milioni di persone sono diventate “ciclisti abituali”. Sempre nello stesso periodo i viaggi percorsi a pedali sono stati 208 milioni.

 

Un aumento impressionante che ha fatto felici anche gli economisti: nel 2010, ad esempio, nel Regno Unito sono state vendute 3,7 milioni di nuove biciclette, con un aumento del tasso di vendita del 28%, per un valore di quasi due miliardi di euro. Se poi si aggiungono i soldi circolati per riparazioni, accessori e affitti, il contributo della ciclabilità all’economia britannica arriva a 2,9 miliardi.
Un altro dato spiega bene il valore economico della bicicletta: gli impiegati nel settore sono ben 23mila.

 

Non finisce qui. Pedalare fa bene anche alla salute. Chi si muove in bici sta meglio, fa meno assenze al lavoro (con un risparmio di 150 milioni di euro) e dimagrisce, il che fa diminuire le spese sanitarie per malattie legate all’obesità, che ogni anno costano allo Stato inglese 5 miliardi di euro.

 

Lo studio è molto chiaro: più un paese pedala meglio sta. ITALIC, con il dossier sulla mobilità nel numero di settembre, ha provato a fare il punto sulla situazione italiana. Fra urbanisti impegnati nella progettazione di piste ciclabili e istituzioni che incentivano mezzi di trasporto alternativi all’auto, abbiamo scoperto tanti progetti e un movimento in crescita.

 

Perché, come ci ha spiegato ancora Lorenzo Giorgio: “Quando ricevono sostegno dalle amministrazioni, buoni progetti possono proporre soluzioni interessanti e innovative in tutta Italia”.

 

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