Il secolo della grafica

Il secolo della grafica

Parte Design Per, la Settimana internazionale per discutere gli intrecci tra comunicazione, design e civiltà future

26 settembre 2011

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Alcune parole hanno più di altre una ricchezza di significato: trama e tessuto sono tra queste.

È vero in particolare per i grafici, per cui il rimando al mondo tessile è doppio. Innanzitutto per i concetti di schema, texture e testo; dall’altro lato per l’idea di rete e intreccio, verso cui il graphic design — come tutta la società — muove.

 

 

Di questo è convinta Daniela Piscitelli, presidente dell’Aiap (associazione italiana progettazione per la comunicazione visiva), alla vigilia di Design Per, la Settimana internazionale della grafica quest’anno intitolata appunto a “trame e tessuti”.

 

L’edizione, la terza, si terrà a Cagliari dal 27 settembre all’1 ottobre, negli spazi della facoltà di architettura. “Ogni anno scegliamo il tema in base alle tradizioni del territorio”, spiega. “Ma oltre al patrimonio sardo il tema nasce dall’idea dell’architetto Andrea Branzi per cui la ‘civiltà del tessile‘, capace di intrecciare culture, oggetti e spazi con tradizioni e funzione diverse, è il modello futuro di società”.

 

I tessuti come simbolo di un mondo in interconnessione crescente, quindi. Un contesto in cui chi fa comunicazione deve rispondere a necessità mutate. “La grafica si sta sostituendo al design”, dice Piscitelli. “Invece che artefatti ci troviamo sempre più a progettare processi. Non più prodotti, ma condivisione”. Il rimando alla Rete è evidente.

 

 

Nuovi scenari e pratiche, ma anche teoria. Sul ruolo della grafica e dei grafici si interrogherà la discussione di professionisti e appassionati riuniti per la Settimana. Tre workshop con ospiti internazionali — di tipografia, editoria e comunicazione museale — precedono una riunione plenaria di confronto tra esperti della materia.

 

“L’obiettivo è alzare il tiro”, dice Piscitelli. “Di fronte alla sempre maggiore diffusione tra i giovani degli strumenti per fare grafica, i professionisti del settore hanno l’obbligo di alzare il livello teorico e di divulgare la cultura del progetto”. La volontà è da anni la stessa: scardinare un’idea ancora diffusa, che vede la grafica come semplice “decoro”, e non un elemento di struttura — di trama, per l’appunto.

 

La cultura del progetto entra così al centro della riflessione di Aiap. “Cultura del progetto è attenzione al fruitore e capacità di strutturare un messaggio”, spiega Piscitelli. Il discorso riguarda tutti: da chi lavora nella pubblicità al Comune che produce un manifesto. “Maggiore è la consapevolezza degli aspetti legati a un progetto grafico, maggiore sarà l’attenzione ai contenuti”.

 

 

Dagli oggetti al disegno, dunque. Ispirata alle design week europee, la Settimana segue in questo modo un cambio di paradigma generale, il passaggio da una società basata sulla produzione materiale a una legata ai beni immateriali. Il riferimento di Daniela Piscitelli va in questo caso al designer Giovanni Anceschi, per cui — come ricorda il presidente dell’Aiap — “se il Diciannovesimo secolo è stato quello dell’architettura e il Ventesimo quello del design, il Ventunesimo sarà quello della grafica”.

 

 

Edoardo Bergamin

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