Responsabile comunicazione

Responsabile comunicazione

A Milano è iniziata la Settimana della Comunicazione. Dove si discute di consapevolezza e opportunità per persone e aziende nei media di oggi

3 ottobre 2011

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Prima il web, poi il web sociale. La comunicazione sta cambiando. Anzi, è cambiata.

 

Mentre ITALIC è in edicola con uno speciale sulla “Rete unificata”, la “statusfera” dei social network e della partecipazione, a Milano parte la Settimana della Comunicazione 2011. Dal 3 al 9 ottobre la rassegna si occupa dell’argomento, dalla comunicazione d’impresa all’arte e l’editoria.

 

È un evento “diffuso e collettivo”, come spiega Pietro Cerretani (ideatore insieme a Claudio Honegger), perché propone un centinaio tra incontri, mostre e performance su media e linguaggi, organizzati da enti e aziende in più di cinquanta luoghi della città. Un evento pensato a Milano e per Milano, la capitale italiana del settore.

 

“La Settimana nasce per dare il giusto valore alla comunicazione, che è al centro di qualsiasi relazione umana e responsabile della qualità di vita delle persone, e al suo sistema professionale”, spiega Cerretani. “È qui perché crediamo che la comunicazione possa essere una delle leve per la sua identità insieme a moda, cibo e design”.

 

 

A fronte alla dispersività degli eventi, la Settimana propone quattro percorsi tematici (aspirazione e status, esperienza, provocazione, responsabilità) per altrettanti punti cardinali nel discorso dei media. L’offerta riguarda la comunicazione personale, quanto enti, istituzioni e aziende.

“Quando oggi si parla di coinvolgimento e di comportamenti responsabili, non si può fare altro che parlare di una comunicazione consapevole, nei temi e nei modi”, spiega. È un cambiamento dovuto alla maggiore maturità degli utenti, sempre più esigenti nei confronti di chi si fa portatore di un messaggio, e all’importanza radicata degli strumenti digitali.

 

La Settimana diventa così l’occasione per riflettere anche con Cerretani, fondatore della rassegna e organizzatore di eventi per professione, del ruolo dei media sociali nel panorama comunicativo oggi. “Con l’affermazione di una comunicazione uno-a-uno la trasparenza e il dialogo sono diventate un obbligo”, racconta. “La moltiplicazione di canali ha creato qualche difficoltà alle aziende, che devono comunicare a individui attivi e capaci di reperire informazioni su più mezzi, ma diventerà per tutti una grande opportunità”.

 

Come mostra il programma della rassegna la comunicazione è un mondo onnicomprensivo, una settimana non può certo essere abbastanza. Ma è un motivo in più per esplorarne da destinatari o emittenti – o più probabilmente da entrambi – la rete di territori.

 

Edoardo Bergamin

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