ITALIC di ottobre in preview. Norvegia: come gestire un patrimonio

ITALIC di ottobre in preview. Norvegia: come gestire un patrimonio

I proventi del petrolio finiscono in un fondo d'investimento etico

9 ottobre 2011

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La Norvegia ha sempre avuto l’immagine di un paese pacifico, prospero, generoso. Un paese risparmiato dalla violenza, dalla criminalità, dal terrorismo, dalle tensioni sociali che affliggono altre nazioni. Il 22 luglio di quest’anno è arrivato Anders Behring Breivik ed è cambiato tutto. L’uomo è il fanatico estremista autore delle stragi che hanno insanguinato Oslo (dove ha fatto esplodere delle bombe potentissime) e l’isola di Utoya, dove ha sterminato settantasette giovani impegnati in un raduno politico del partito laburista.
Uno shock enorme. In poche ore di un sabato pomeriggio di follia la Norvegia ha perso la sua innocenza. Ma non è stata una perdita irrimediabile. Dopo la strage lo scrittore norvegese Jo Nesbø ha sostenuto sulle pagine del quotidiano inglese The Guardian che la Norvegia non potrà tornare all’ingenua spensieratezza di prima. Tuttavia è convinto che i norvegesi non accetteranno di farsi sopraffare dalla paura e continueranno a costruire la loro società confidando nei valori che fin qui l’hanno ispirata.

 

Questi valori sono un mix di benessere diffuso, generosità, internazionalismo, ottimismo e anche una buona dose di modestia. La Norvegia è al terzo posto al mondo per reddito pro capite ed è il primo al mondo per Indice di Sviluppo Umano, l’indicatore delle Nazioni Unite che tiene conto anche del rispetto dei diritti, dell’accesso all’istruzione e della tutela dell’ambiente. A questo si associa un attivismo notevole nelle vicende internazionali. Non a caso ogni anno la cerimonia di consegna del premio Nobel per la Pace avviene a Oslo, segno di una spiccata vocazione a risolvere conflitti in modo pacifico. Il mondo se ne accorse nel 1993 quando la capitale affacciata sul fiordo fu il teatro delle tratta- tive segrete tra il governo israeliano e l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina. Conclusi il 20 agosto 1993, i cosiddetti “Accordi di Oslo” furono firmati a Washington il 13 settembre, con la famosa stretta di mano tra il premier israeliano Rabin e il leader palestinese Arafat.


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