I suoni della Stazione Centrale

I suoni della Stazione Centrale

Giovedì 13 ottobre all'Hangar Bicocca, l'artista svizzero Herbert Distel riproduce l'opera ambient registrata a Milano nel 1987

12 ottobre 2011

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L’altoparlante che gracchia, i treni sferragliano, i passeggeri che strusciano uno contro l’altro mentre il capotreno fischia. Nonostante tutte queste azioni “sonore” viene difficile pensare al rumore di una stazione come una melodia.

 

Eppure anche le stazioni italiane possono suonare come musica. Perlomeno quando diventano lo strumento dell’artista concettuale Herbet Distel, nato a Berna nel 1942.

 

Nel 1987 Distel realizzò una serie di registrazioni “sul campo” alla Stazione Centrale di Milano: sullo sfondo annunci, voci, passi affrettati, porte che si chiudono. Sopra, la note e le melodie dell’artista. Il risultato è l’opera in cinque atti La Stazione. “Fields recording” di altà qualità.

 

Un’opera unica che sarà possibile ascoltare, in una riproduzione “live”, nel senso che sarà l’artista ad occuparsene, giovedì 13 ottobre all’Hangar Bicocca a Milano. Alle ore 21 partiranno i nastri, mentre alle 19 Distel avrà già incontrato il pubblico per raccontare la genesi dell’opera.

 

A sottolineare ancora il legame fra l’opera di Distel e l’Italia, La Stazione è divisa in cinque parti, ognuna dedicata a una personalità italiana. Trecentocinquantatre è dedicata al critico dell’arte Arturo Schwarz, Torino-Ritardo a Matilda von Meysenbug, Capocaponeralearti a Federico Paternina, un produttore di vini della Rioja, mentre Transeuropexpress è dedicata Teresita Fontana, moglie dell’artista contemporaneo Lucio Fontana e Diretto – Binario sette a Valeria Manzoni, madre di Piero Manzoni, autore della celebre “Merda d’artista”.

 

L’evento del 13 ottobre è organizzato dall’Istituto Svizzero di Roma in collaborazione con la Fondazione Hangar Bicocca, è l’atto conlusivo del progetto I was driven on and on . L’ingresso è libero.

 

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  • Gianluigi scrive:

    L’opera è molto interessante.
    Tecnicamente, però, non si tratta di musica ambient (tanto meno “per eccellenza”) quanto di “fields recording” o di registrazioni ambientali.
    Il termine “ambient”, purtroppo, in ambito musicale troppe volte viene frainteso e non si riferisce alla registrazione/riproduzione dei suoni di un determinato ambiente ma a un discorso molto più ampio (e diverso).

    Saluti