La mostra del design autoprodotto
14 novembre 2011
Affianco alla grande industria del design muove in cerca di visibilità un circuito parallelo. È il gruppo di progettisti raccolto da Open Design Italia, che questa settimana lancia a Bologna l’edizione 2012 della sua biennale dedicata al design autoprodotto.
Lo fa con una mostra-mercato, Open Design Italia Selected, che da venerdì 18 riunisce i migliori progetti presenti nel 2010 alla rassegna passata. L’obiettivo, come spiega l’ideatrice, è far conoscere un nuovo modo di fare design, basato sulla collaborazione tra creativi e artigiani e rivolto alla produzione di oggetti in piccola serie.
“In esposizione a Selected avremo 29 esempi di autoproduzione da tutta Europa, tra i premiati della prima edizione e i vincitori di un concorso dei comuni di Bologna e Modena”, dice Elena Santi che all’associazione Design Aperto è direttrice artistica oltre che ideatrice. “Ci sarà un po’ di tutto, dall’interior design alla moda”. In mostra – e in vendita – saranno elementi d’arredo realizzati a partire da materiali comuni o di riciclo, accessori e capi unici. Tutti pensati da designer e stilisti che ne hanno seguito la produzione dal principio, con l’idea e il progetto, alla fine. Passando per la scelta dei materiali e la loro lavorazione.
Quando si parla di design autoprodotto si parla appunto di questo. “L’autoproduzione in piccola serie è un mercato parallelo diffuso in Nord Europa da almeno dieci anni. In Italia è un fenomeno cresciuto negli ultimi tre o quattro”, spiega Elena Santi. Non è di certo una pratica in grado di sostituire la grande produzione industriale, ma propone dal basso un modello diverso. “Questi creativi lavorano appoggiandosi agli artigiani, facendo vera ricerca e specializzandosi su pochi prodotti l’anno. Così l’ideatore diventa anche il produttore materiale, capendo meglio le potenzialità dell’oggetto, e allo stesso tempo l’artigiano collabora alla creazione”.
Piccole serie, alta qualità — pensano infatti gli organizzatori. Oltre a promuovere un modello, Open Design Italia nasce come piattaforma per raccogliere informazioni sul settore e mettere in contatto designer, realtà dell’artigianato locale e anche piccole aziende pronte a investire sulle idee più originali. In più, Open Design Italia vuole fare da garante sulla qualità dei prodotti presentati.
In vista della biennale dell’anno prossimo, che sarà sempre in Emilia, una serie di eventi precede la mostra: l’11 novembre è stata la giornata di studi e atelier aperti al pubblico, nei prossimi giorni ci saranno mostre, workshop e conferenze sul tema. Altri modi per presentare un circuito parallelo, che cresce alle spalle del design industriale, in cerca di nuovi modi per fare rete.
Edoardo Bergamin
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