Parlare di vino, anche sul social web

Parlare di vino, anche sul social web

Venerdì 18 novembre è il giorno del Boroli Wine Forum 2011, per riflettere, a vendemmia finita, su nuovi modi di comunicare il vino

15 novembre 2011

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Forse non c’è immagine più quotidiana e “normale” che un gruppo di persone che beve vino attorno a un tavolo. Il vino fa parte della nostra cultura quanto il calcio e la pasta, o la Cappella Sistina. Il vino è un elemento sociale da sempre. E questo lo rende adattissimo ai tempi in cui tutto, dalle aziende ai giornali, sembra dover essere “social” quasi quanto Facebook.

 

Partirà da questo presupposto la terza edizione del Boroli Wine Forum, organizzato dalla casa vinicola Boroli (250mila bottiglia all’anno – soprattutto di Barolo e Barbera – prodotte nelle Langhe), venerdì 18 novembre alla Cantina La Brunella di Castiglione Falletto, provincia di Cuneo. Il tema sarà appunto “Il vino è social”.

 

“Prima di tutto è sociale, non social”, dice a ITALICnews Achille Boroli, titolare dell’azienda. “È un prodotto che lega le persone, che porta a condividere gusti ed esperienze”.

“Il vino è poi anche social – continua – lo è diventato perché è cambiato il modo di comunicarlo”. Il web e i social network sono ben presenti anche in enologia: “Oggi posso stappare una bottiglia in diretta web e twittare le sensazioni ai miei contatti quando ho ancora un po’ di vino nel bicchiere”.

 

Non solo si può fare, ma se non ci si adegua ai tempi si rischia di essere tagliati fuori. Continua Boroli: “Se da un lato poter comunicare in tempo reale novità, gusti e sensazioni è una grossa opportunità, dall’altro è anche una sfida, perché bisogna essere più pronti nelle valutazioni e nel comunicare con i clienti”. Per questo è fondamentale una buona presenza online delle aziende vinicole: “Chi compra una bottiglia vuole poter arrivare in pochi clic a leggere come abbinarla, o capire come degustarla al meglio”. E l’azienda deve saper rispondere.

 

Tutto questo potenzia la realtà sociale del bere vino. “Bere e produrre non è solo una questione di bianco o rosso, di gradazione, di quanti archetti fa nel bicchiere – spiega il titolare – è una grande esperienza che comprende anche la condivisione, il momento dell’assaggio, la compagnia e che grazie al web, non fa che arricchirsi”.

 

E le tendenze del mercato premiano questa impostazione. I consumi in generale sono in calo ma la sensazione è che il pubblico pretenda qualità, la sappia riconoscere e abbia voglia di andarla a cercare, magari rinunciando a qualche bicchiere. In pratica, si beve meno ma meglio.

 

Il Boroli Wine Forum sarà l’occasione giusta per riflettere su queste indicazioni. Un modo per ritrovarsi fra produttori, a fine vendemmia, per scambiarsi opinioni, problemi e soluzioni. Non solo. All’incontro parteciperanno anche giornalisti come Sara Tieni (Vanity Fair), il wine blogger Luciano Pignataro, il direttore delle Guide dell’Espresso Enzo Vizzari, e il pubblico che potrà entrare liberamente.

 

Tutti idealmente riuniti attorno a un tavolo a parlare di vino.

Cosa c’è di più “social”?

 

 

Matteo Acmè

 

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  • Sara Bauducco scrive:

    Anche io su twitter alcuni mesi fa ho notato la presenza di un maggior numero di intenditori e produttori che cercano proprio spazi per parlare di vino e confrontarsi, darsi appuntamento e lanciarsi notizie. Alcuni dei concetti espressi da Boroli li avevo già incontrati in un’intervista che ho fatto a Luca Balbiano (titolare dell’azienda che produce il vino di Villa della Regina): cresce la tendenza ad usare i social network non solo come strumento di marketing ma anche come mezzo di scambio e arricchimento di informazioni nel settore. Perché, in fondo, tutto (dal vino al web) riconduce l’uomo alla socialità.