Imprese: perché affidarsi alla Nuvola

Imprese: perché affidarsi alla Nuvola

Agli European Cloud Computing Awards nessuna azienda italiana fra le finaliste. Ma anche nel nostro paese il settore è in crescita

14 dicembre 2011

0

In un momento di difficoltà per molte aziende la possibilità di risparmiare affidandosi a software e server esterni (delocalizzando così gli investimenti in tecnologie informatiche) può essere una buona occasione.

 

È il cloud computing, grazie a cui alle aziende basta procurarsi dei pc e una connessione Internet affidabile, e poi “affittare” l’accesso a piattaforme software per ogni evenienza, che restano in mano ai provider.

 

Questo fine settimana si sono chiusi a Parigi gli European Cloud Computing Awards 2011, organizzati da EuroCloud, rete a livello continentale nata due anni fa, con l’obiettivo di promuovere la nuvola nei paesi dell’Unione. Sono state premiate due aziende svedesi, una che fornisce software di automazione per la gestione di database e l’altra che ha aiutato un’azienda a muoversi in maniera più agile sul territorio; un’impresa francese che progetta soluzioni per grandi aziende; e una del Lussemburgo che ha dimostrato la sicurezza del cloud computing anche nel settore sanitario pubblico.

 

Non c’era nessun italiano, né fra le 29 aziende finaliste da nove diversi paesi, né fra i giurati degli Awards.

 

“In Italia siamo partiti dopo e quindi siamo un po’ in ritardo – spiega Giorgio Betti, responsabile di EuroCloud Italia – e nel primo periodo di attività ci siamo concentrati più sulla promozione e la divulgazione di cosa sia il cloud computing, che sul reclutamento di aziende che sviluppano servizi di questo tipo”.

 

Stiamo parlando di un settore che a livello globale registra da alcuni anni aumenti di fatturato e imprese coinvolte, una crescita del 50% ogni dodici mesi. Nel nostro paese abbiamo numeri certamente minori ma secondo Betti c’è comunque grande fermento: “Il cloud computing offre servizi a costi ridotti, che possono interessare sia la grande industria sia le piccole medie imprese. Semplicemente la maggior parte delle aziende non sa cosa sia”.

 

In questo periodo tutti si stanno interrogando su come risparmiare, e la nuvola può essere un’opzione valida. “È la possibilità di accedere ad applicazioni di alto livello professionale senza dover investire in software o prodotti spesso molto costosi. Servizi che prima potevano permettersi solo le aziende più grandi ma che oggi sono alla portata di tutti”.

 

In pratica le aziende affittano la possibilità di accedere a un “centro funzionale”, una piattaforma su cui si trovano i servizi di posta elettronica interna, monitoraggio e intervento, fogli di calcolo, trasmissione di file, software di vario tipo. Tutto senza installare nulla, è sufficiente poter contare su una connessione adatta.

 

Per un servizio base i provider di cloud computing fanno pagare alle aziende dai 5 ai 10 euro al mese per ogni utente che si connette alla piattaforma. I costi di investimento in software e infrastrutture vengono ammortizzati grazie all’alto numero di accessi. Una soluzione che può essere utile anche nella pubblica amministrazione: “Ma purtroppo in questo campo si è mosso ancora molto poco – dice Betti – Quasi non esistono fornitori di questi servizi per il pubblico e anche le istituzioni sono poco aperte: solo la regione Veneto, per il momento, sta valutando se affidarsi a questo tipo di servizi”.

 

Qualcosa, fra start up informatiche e fornitori di servizi attenti all’innovazione, comunque si muove. Aumenta l’offerta di questi servizi in attesa che sia pronta anche la domanda. E, assicura Giorgio Betti, ai prossimi Cloud Computing Awards vedremo anche i primi candidati italiani.

 

Matteo Acmè

 

© Riproduzione riservata

Privacy Autorizzo al trattamento dei dati personali ai sensi dell'art.13 del D.Lgs. 196/2003.
I dati saranno utilizzati per dare corso alla richiesta di abbonamento e non saranno ceduti a terzi. Leggi le note legali

* I campi contrassegnati da asterisco sono obbligatori

NOTA Per evitare messaggi inopportuni e spam, il commento non sarà immediatamente visualizzato.
La redazione provvederà a pubblicare i commenti al più presto, mentre i messaggi diffamatori, offensivi, razzisti e sessisti saranno eliminati.