Madrid, un parco a sei corsie

Madrid, un parco a sei corsie

I vantaggi ecologici sono evidenti, ma i progetti per il verde urbano hanno anche un forte impatto sull'economia cittadina. Il grande esempio di Madrid Río, costato 4 miliardi

3 gennaio 2012

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C’era un’autostrada su cui passavano 250mila automobili al giorno, oggi c’è un parco di più di un milione di metri quadrati. È il progetto Madrid Río che dalla scorsa primavera ha cambiato l’aspetto e la vita quotidiana della zona sud della capitale spagnola.

 

L’autostrada M-30 attraversava quartieri popolari congestionati, inquinati, rumorosi. Il Comune ha deciso di interrare la strada e da aprile 2011 sei chilometri dell’M-30 sono finiti sotto il livello cittadino: al loro posto un lungo corridoio verde, attorno al fiume Manzanares, collegato ad altri cinque parchi cittadini che percorrono tutta Madrid da nord a sud.

 

Un cambiamento radicale nell’urbanistica cittadina. Il parco ospita più di trentamila alberi di una cinquantina di specie diverse, trentatré fra campi da calcio, piste da pattinaggio e skate, pareti da arrampicata, e poi aree gioco per bambini e 200mila metri quadrati di prato. La vita degli abitanti del quartiere è cambiata in meglio, e anche le abitudini dei madrileni che in gran numero raggiungono il parco durante i giorni di festa.

 

E grazie a Madrid Río è diverso anche il modo di muoversi per la città. Come ha spiegato Luis Infanzón, architetto e responsabile dell’urbanistica al comune di Madrid, alla giornalista Daria Corrias, ora la capitale spagnola ha una dimensione più simile a quella dei piccoli paesi dove i luoghi principali sono tutti raggiungibili a piedi. Senza venir sommersi dal traffico.

 

Proprio Luis Infanzón racconterà il progetto nella puntata di domani di Rai Radio3 Scienza (ore 11). Assieme a lui José María Ortega, segretario generale tecnico del settore urbanistico del Comune e Fernando Porras, dello studio MRío arquitetos asociados/West8 che ha progettato e realizzato il parco.

 

Interverrà anche Marco Ponti, docente di economia dei trasporti del Politecnico di Milano per capire se l’esperienza di Madrid è replicabile anche nelle grandi città italiane. Perché se i vantaggi sono subito evidenti – aria più pulita, meno inquinamento acustico, una periferia riqualificata e vivibile – è anche vero che una trasformazione della città così forte ha un costo alto.
Nel caso di Madrid si parla di 4 miliardi di euro investiti nel progetto nell’arco di cinque anni: una cifra enorme che in un momento di crisi ha pesato molto sulla casse della capitale.

 

La bellezza e il verde cittadino costano. Bisogna capire se la rivalutazione delle case che si affacciano sul parco, la miglior salute dei cittadini che camminano di più e respirano meno smog, e la diminuzione delle emissioni nocive valgono questa spesa.

 

 

Matteo Acmè

 

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