Imprese da Expo: riscaldamento sostenibile

Imprese da Expo: riscaldamento sostenibile

È possibile scaldare le nostre case utilizzando l'energia del sottosuolo. Bastano un'idea innovativa e un'attenta progettazione

8 febbraio 2012

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L’Expo Milano 2015 sarà, nelle speranze degli organizzatori, una grandissima occasione per il territorio e la città. Ma ci si aspetta anche che possa dare una bella spinta all’economia e la realtà imprenditoriale del Paese. Per questo Camera di Commercio di Milano e Promos hanno organizzato nove tavoli tematici, che raccolgono aziende di diversi settori, per aiutarle a crescere e collaborare. Con una serie di articoli ITALICnews racconta alcune delle imprese più interessanti del Tavolo Giovani.

 

Una parallelepipedo di un metro e mezzo per due, o poco più. Una scatola tutto sommato piccola ma che può sensibilmente migliorare il modo di riscaldare le nostre case.

 

Il nome, Tina la Caldaia che non inquina, fa simpatia ma il progetto della società di ricerca STP, è serio e ambizioso. L’idea è semplice: si tratta di una pompa di calore che sfruttando la temperatura del sottosuolo, dell’acqua e anche dell’aria si sostituisce agli impianti di riscaldamento tradizionali.

 

La forza di questa iniziativa — quello per cui è stata selezionata per i Tavoli Tematici di Expo2015 — è che, rispetto alle normali pompe di calore diffuse fino a oggi, è molto più efficiente e raggiunge temperature più alte (anche 80 gradi rispetto ai 50/55 degli altri metodi): così la nuova caldaia si adatta perfettamente ai vecchi sistemi senza bisogno di lavori nel case o alle tubature: si sostituisce la vecchia caldaia con la nuova, in cortile, in cantina o nel sottoscala, e si inizia a risparmiare, riducendo l’inquinamento.

 

Già, perché di fatto Tina la Caldaia sostituisce un sistema di riscaldamento che brucia combustibili con uno che per il 70% sfrutta energia naturale, il resto è elettricità: “E se pensiamo che quasi il 90% della volumetria delle nostre città è riscaldata con i vecchi radiatori — spiega Gianfranco Pellegrini, responsabile di STP — ridurne l’impatto ambientale e l’emissione di polveri sottili può essere decisivo”.

 

Il progetto è nato quattro anni fa a Torino e impiega una decina di persone fra il Piemonte e Trieste, dove fa parte dell’Innovation Factory della grande Area Science Park, assieme ad altre 2700 società di ricerca e innovazione di alto livello.

 

Nel frattempo anche l’aspetto commerciale dell’idea inizia a funzionare. In pratica tre grosse aziende di vendita e installazione si sono aggiudicate il brevetto (due in realtà devono ancora chiudere l’accordo) e quindi la nuova caldaia inizierà presto a diffondersi nelle città italiane, e anche in quelle estere. In poco più di cinque anni si ripaga l’investimento dell’installazione perché il prodotto di STP permette di risparmiare in bolletta e in manutenzione.

 

Scaldare le nostre case è possibile anche riducendo l’impatto sul pianeta, e pure questo è un modo di declinare il tema ambientale dell’Expo milanese. Certo l’efficacia di questo sistema dipende anche da come viene prodotta l’elettricità necessaria a far funzionare Tina la Caldaia. Ma anche qui “si stanno facendo grandi progressi” secondo Pellegrini. L’utilizzo di fonti rinnovabili è in forte aumento e così anche la pulizia dell’elettricità che utilizziamo: “Prendiamo ad esempio Enel — dice il responsabile del progetto — che controlla il 95% dell’energia idroelettrica italiana (circa il 14% del totale nazionale) e già a fine 2010 otteneva il 72% dell’elettricità da rinnovabili, grazie alla crescita del fotovoltaico”.

 

Al di là delle questioni ambientaliste, la rinnovata attenzione per i consumi e la sostenibilità offre parecchie possibilità per giovani e dinamiche imprese. E anche una caldaia può diventare il segno dei tempi che cambiano.

 

 

Matteo Acmè

 

 

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