A Bari, la via italiana alla Smart City

A Bari, la via italiana alla Smart City

Da mercoledì 15 c'è SMAU Business: alla fiera tecnologica imprese e amministrazioni discutono di innovazione e città. Guardando ai fondi dell'Europa

14 febbraio 2012

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Le Olimpiadi, le Capitali europee della Cultura, ora le European Smart Cities, venticinque città virtuose sul continente sostenute con miliardi di euro.

 

Dal 2010 tra i comuni italiani c’è un’altra corsa, per diventare entro il decennio città più intelligenti nella gestione di consumi, energia e trasporti, e ridurre del 40% le proprie emissioni di gas serra.

Tra i candidati al riconoscimento (e ai fondi) c’è anche Bari, dove domani 15 febbraio arriva a discuterne SMAU Business, dal 2008 iniziativa itinerante della fiera tecnologica milanese SMAU.

 

Per gli organizzatori e Anci (l’associazione dei Comuni Italiani) è l’occasione per parlare di città e innovazione con chi opera sul territorio, e rilanciare l’attività del loro Osservatorio Smart Cities. Il gruppo nasce per raccogliere i vari progetti di efficienza nel Paese e spiegarli ad altre amministrazioni e aziende. Non sono pochi, secondo l’amministratore delegato di SMAU Pierantonio Macola. “Vogliamo capire come l’Italia può eccellere in questo campo. Secondo noi esiste una via italiana alla Smart City”, spiega.

Insieme a Macola, all’incontro dedicato di giovedì 16 parteciperà il sindaco del capoluogo pugliese, Michele Emiliano.

 

L’evento di Bari è dedicato alle ICT, il settore di Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione, e raduna i marchi principali del settore, che mostreranno nuovi prodotti e casi di successo secondo l’impostazione della fiera, nata nel 1964. Nei centri urbani l’innovazione trova uno degli ambienti su cui mettersi alla prova, ricercando soluzioni sostenibili che trasformino le città secondo le direttive europee.

 

In vista del workshop Macola indica almeno due prospettive. Da un lato, più tecnologia in città significa più informazioni. Il tema è l’Internet delle Cose, con sensori diffusi in residenze, reti e spazio pubblico per rilevare dati (su temperature, impianti, consumi) e ottimizzare così i processi che alimentano un luogo (riscaldamento e illuminazione, ad esempio).

Dall’altro, le tecnologie di comunicazione e collaborazione permettono di ripensare il lavoro. Computer condivisi e sistemi di videopresenza rendono possibile interagire e produrre anche “in remoto”. Una tendenza che cambia la mobilità di un luogo e il progetto degli spazi (uffici integrati e coworking sono già entrati nel linguaggio urbano comune).

 

Gli scenari tecnologici sono molti, ma da sola l’espressione “città intelligente” non spiega molto del modello da seguire. Per SMAU la strada per centri urbani più efficienti passa obbligatoriamente per i grandi marchi del settore — all’incontro saranno presenti Ibm e Cisco, Macola cita anche Enel e Microsoft — responsabili degli strumenti, a partire dalle reti, su cui enti e imprese dovranno basare i loro progetti. “Loro costruiscono i mattoni, ma gli architetti sono coloro che agiscono sul territorio secondo le competenze locali e parlano con i cittadini”, spiega ancora Pierantonio Macola.

 

Gli esempi dell’Osservatorio si rivolgono proprio a loro, che siano dirigenti pubblici o imprenditori. Nell’incontro si parlerà del Comune di Torino, che ha messo in rete e analizzato i dati sui consumi energetici di alcune sedi per controllarli e capire come risparmiare. Oppure dei contatori gas intelligenti, messi in comunicazione attraverso la rete di pali della luce in un progetto sul riscaldamento di Italtel. Anche questo un caso di Internet delle Cose pensato per economizzare la gestione energetica.

In più, i relatori discuteranno di come reperire i fondi, tra contributi europei, Regioni e nuove normative del Governo.

Sarà tutto molto “concreto e pragmatico”, assicura l’ad di SMAU, per mettere in esposizione le opportunità che i grandi marchi offrono alle imprese. Dopotutto si tratta di un evento fieristico.

 

Prima di arrivare a Milano nel mese di ottobre, per l’appuntamento di maggiori dimensioni, la discussione continuerà lungo il percorso di SMAU per Roma, Padova, Bologna.

Non sono poche le città interessate a diventare più intelligenti, e magari ricche.

 

 

Edoardo Bergamin

 

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