Lavorare da soli, insieme

Lavorare da soli, insieme

Toolbox, a metà fra studio privato e ambiente condiviso, inaugura nuovi spazi per il coworking

15 febbraio 2012

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Cambiano le professioni, cambia il modo di lavorare. Professionisti sempre più mobili e connessi si ritrovano, sovente, a trascorrere intere giornate da soli, in un contemporaneo Deserto dei Tartari. Per combattere la sindrome di Drogo, nascono spazi di lavoro collettivi. Che diventano anche luoghi di scambio e condivisione. Toolbox, lo spazio di coworking progettato da Caterina Tiazzoldi e inaugurato nel 2010 a Torino, prova a interpretare queste nuove esigenze, facilitando anche nuove forme di collaborazione.

 

Più di 3000 metri quadri di uffici, sale riunioni e aree comuni per assecondare le esigenze lavorative di professionisti e creativi, a cui da venerdì 17 febbraio si aggiungeranno la sede dei laboratori di Fab Lab e quella delle Officine Arduino, che hanno creato una piattaforma open source per prototipi elettronici.

 

Tutta l’area, che ospiterà anche la nuova sede dell’Istituto Europeo del Design è destinata a diventare un polo delle nuove tendenze cittadine: “Siamo partiti cercando di capire di cosa hanno bisogni i professionisti oggi”, spiega Tiazzoldi.

 

“Se è vero che ormai in tanti lavorano da casa via pc — continua la progettista — è vero anche che spesso c’è bisogno di un luogo più adatto a concentrarsi, o magari di incontrare altra gente anche se non si va in ufficio”. Toolbox così offre 44 postazioni lavorative, oltre a uffici “classici”, sale riunioni (tutte affittabili per il periodo necessario) e aree comuni. Da venerdì verrà inaugurata anche un’area con grandi tavoli da dividere fra più persone. “Offriamo qualcosa a metà fra il lavorare in privato e l’operare in pubblico, scambiando idee, osservando i progetti degli altri: una dimensione di semi-condivisione”.

 

Negli spazi di Toolbox lavorano copywriter, grafici, videomaker ma anche avvocati e commercialisti. Il punto è: quanto si vuole condividere? C’è chi ha bisogno di lavorare in gruppo attorno a un tavolo, chi deve fare una presentazione e chi ha bisogno di privacy. L’obiettivo di Toolbox è assicurare a ogni tipo di esigenza la postazione giusta. In modo flessibile.

 

Un’altra sfida del progetto era creare un ambiente neutro ma accogliente, dice Caterina Tiazzoldi: “Le grandi aziende hanno una propria identità, anche grafica e d’immagine che si ritrova negli uffici e nei luoghi di lavoro. Noi invece non potevamo imporre un’immagine coordinata: il risultato è un ambiente piuttosto rigoroso negli spazi privati e più colorato e vivace in quelli condivisi”.

 

Il coworking è sempre più diffuso fra freelance e professionisti, ma di solito si tratta di singoli uffici condivisi fra pochi o esperienze più limitate. “Con Toolbox — continua la responsabile del progetto — abbiamo rivisitato il concetto di coworking realizzando una struttura funzionale che contribuisce al ragionamento globale su come si evolve il nostro modo di vivere il lavoro”.

 

A meno di due anni dall’apertura, la struttura è già pronta ad ingrandirsi con Fab Lab e Officine Arduino. L’idea funziona. “E pure io mi sono fermata qui — conclude Tiazzoldi — in uno degli uffici al piano superiore. Mi piace, ed è sempre meglio che lavorare in solitudine”.

 

 

Matteo Acmè

 

 

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