La designer dell’invisibile

La designer dell’invisibile

I lavori di Angela Morelli permettono di visualizzare l'impronta idrica di ognuno di noi per una gestione più accorta. L'efficacia, dice, è uno strumento di cambiamento

12 marzo 2012

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Ci sono capi di stato, politici, manager di grandi multinazionali, scienziati. E anche una designer: Angela Morelli è l’unica italiana — assieme al sindaco di Firenze Matteo Renzi — fra i 192 Young Global Leaders 2012 nominati dal World Economic Forum.

 

Dopo una laurea in Ingegneria al Politecnico di Milano ed un master in Disegno Industriale, Angela Morelli si è specializzata a Londra in Information Design con un Master biennale alla Central St Martins University. “Information Design è far sì che anche l’informazione più complessa sia accessibile a un’audience non specializzata”, spiega la designer con le parole di Richard Saul Wurman.

 

Secondo questo approccio — che Morelli insegna in un corso alla St Martins — “il ruolo del designer non si esaurisce nel comunicare in modo chiaro ed efficace, ma deve fornire gli strumenti più adatti a chi ha il compito di analizzare, organizzare e presentare dati e informazioni”.

 

Il lavoro più conosciuto di Angela Morelli è il The Global Water Footprint of Humanity: un progetto basato su una ricerca dell’Unesco e dell’Università di Twente, in Olanda, che ha lo scopo di visualizzare l’impronta idrica di 132 paesi comunicando attraverso illustrazioni, diagrammi, immagini, parole, quale sia il vero impatto del consumo di acqua a livello globale. La ricerca è basata sul concetto di virtual water coniato dal professor Tony Allan, concetto che permette di quantificare l’acqua che viene utilizzata durante il processo produttivo di quello che consumiamo, mangiamo, beviamo.

 

L’idea di virtual water aiuta a capire meglio quanto pesano le nostre abitudini sulle risorse del pianeta e un’efficace data visualization consente di comunicare la scienza in maniera democratica anche ai non esperti: “Un design efficace può aiutarci ad agire e consumare in modo più sensato — spiega Angela Morelli — La comprensione e la volontà precedono l’azione e il cambiamento”.

 

In pratica, Morelli ha visualizzato l’invisibile (qui una sua presentazione al TEDx di Oslo). E con successo: il suo lavoro ha fatto il giro del mondo, è stato utilizzato dai ricercatori e distribuito in libretto alla Conferenza sul clima di Copenhagen nel 2009.

 

Adesso invece la designer sta lavorando in Norvegia, e collabora con i ricercatori del Knowledge Centre di Oslo ad un progetto finanziato dall’Unione Europea per strutturare e visualizzare informazioni in ambito sanitario per pazienti, medici, policy makers.

 

Tecnica e responsabilità sociale, quindi, dove in fondo la bellezza ha sempre un enorme valore poiché “quando è conseguenza della chiarezza— sottolinea Morelli — ha un ruolo fondamentale nell’accrescere la consapevolezza e l’interesse nelle persone”.

 

Quello che presenta è un rapporto stretto fra designer e società: “Il buon design va oltre le competenze di un singolo professionista nell’usare tecniche tipografiche, colori o griglie grafiche. Consiste nella capacità di entrare in contatto con le persone e dedicarsi a cause importanti”. Come quella dell’acqua e dell’impronta idrica di ciascuno di noi.

 

Questo attivismo ha affascinato anche la giuria del World Economic Forum. I 192 giovani leader di quest’anno, provenienti da 59 Paesi, si incontreranno a metà aprile in Messico per il summit annuale, anche con i loro predecessori. L’obbiettivo è creare una rete di innovatori, farli incontrare e collaborare per preparare il mondo di domani. E, con il contributo di Angela Morelli, spiegare la complessità di quello che ci attende.

 

 

Matteo Acmè

 

 

QUI, Angela Morelli racconta il suo lavoro

 

Foto: Eirik Solheim

 

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