A Mantova, la creatività cerca l’impresa

A Mantova, la creatività cerca l’impresa

Un festival che riunisce arte, design e aziende per mostrare fino al 27 maggio la forza dell'inventiva nel lavoro, anche in provincia

24 maggio 2012

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Nella pratica sono studi aperti, spettacoli, vetrine di negozi riallestite con oggetti di design, progetti d’architettura. Nelle intenzioni di chi li promuove è un momento per riaffermare come inventiva, cultura e progetto facciano da motore economico, non solo nei grandi centri.

 

Con Mantova Creativa la città lombarda vuole mettersi in mostra, in un festival dedicato a arte, fotografia, teatro, oltre a impresa, comunicazione, artigianato. Da oggi 24 maggio fino a domenica coinvolgerà per le strade del centro circa 150 tra professionisti, artisti e aziende: “Di realtà interessanti qui ce ne sono — dice Federico Fedl, vicepresidente dell’associazione che organizza la rassegna per la seconda volta — il problema è collegarle tra di loro: vanno mostrate, mescolate”.

 

L’obiettivo di questa edizione è appunto creare sinergie tra i soggetti sul territorio o, come dichiara lo slogan, mettere a confronto creatività e impresa. Ma anche, guardando all’esterno, connotare la città.

 

Mantova, meno di cinquantamila abitanti tra Veneto e Romagna, è più famosa per i Gonzaga e il patrimonio artistico premiato dall’Unesco che per l’industria creativa. La provincia ospita eccellenze culturali, un festival di letteratura e imprese radicate nel territorio ma che operano da tempo a livello internazionale. Fedl cita la casa editrice Corraini, l’industria Berman (che per l’evento espone i suoi pezzi per auto) e Agape, la firma di design per bagni fondata da Giampaolo Benedini, progettista e assessore, oltre che presidente dell’associazione promotrice Mantova Creativa.

 

Nel programma compare anche la ditta d’abbigliamento Lubiam, che insieme alla Fondazione Guggenheim ha proposto laboratori di moda nelle scuole. Ci saranno poi i workshop di design gestiti dall’Università IUAV di Venezia, gli spettacoli di danza e teatro, incontri su varie materie. “Il denominatore comune sta nel ruolo della creatività, che può dare un impulso innovativo ai progetti legati a qualsiasi attività”, spiega ancora l’architetto Federico Fedl.

 

La creatività come questione di metodo, quindi, e non come un campo di applicazione particolare. Il rischio è un festival eterogeneo, dispersivo, ma la contaminazione è necessaria se si vuole mostrare “quanto la creatività sia importante per avere una visione dei rapporti di lavoro più aperta e internazionale, e far crescere la qualità stessa del lavoro”.

 

Qualità, apertura e internazionalità. È lo stesso che i creativi in città sembrano augurarsi per Mantova.

 

 

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