Un sogno da paesaggisti a Venezia

Un sogno da paesaggisti a Venezia

Tra le iniziative della Biennale di Architettura c'è un'installazione verde a Porto Marghera. Un quadrato di natura per lanciare un messaggio sul futuro delle città

29 agosto 2012

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Un ritaglio di natura, sottratto ai terreni incolti di Marghera per lanciare un messaggio semplice alle nostre città.

In questi giorni di esposizione basta un quadrato di 50 metri per lato per realizzare un sogno da paesaggisti sullo sfondo delle ciminiere.

 

La mostra di architettura della Biennale di Venezia apre oggi 29 agosto, con il percorso curato dall’inglese David Chipperfield, la partecipazione di 55 nazioni e il padiglione italiano dedicato al pensiero di Adriano Olivetti.

Dall’altro lato della laguna, tra gli eventi collaterali della rassegna c’è appunto il progetto 50×50 Venice Green Dream, un intervento simbolico voluto dall’associazione Green City Italia. Un piccolo “campo inaspettato”, attivo fino a novembre in un “paesaggio lunare”, come racconta l’ideatore Andreas Kipar, architetto paesaggista e presidente del gruppo.

 

L’installazione non è altro che un giardino curato tra i prati spontanei, i canali e le strutture industriali di Porto Marghera. Sul perimetro una recinzione con teli, al centro dieci alberi piantati nei giorni scorsi.

Si tratta di un’area bonificata ma non ancora coltivata, e dunque in attesa. Per questo è sembrato il luogo giusto per una riflessione sul territorio, i suoi cambiamenti, i modelli futuri. Il presupposto è il vicino passato industriale, da cui Kipar parte per raccontare il cambio di paradigma a cui è obbligato chi progetta.

 

Green City Italia fa parte di un network europeo per promuovere la città del futuro”, spiega l’architetto. “La città del futuro è verde, e in qualche modo anche i nuovi interventi devono partire dall’idea della coltivazione, e non dal cemento”.

Nata due anni fa, l’associazione è impegnata sulla sostenibilità ambientale e la qualità dello spazio pubblico con manifestazioni e laboratori. Con i Boschi del Respiro lo scorso novembre ha promosso eventi sul verde urbano in 24 città, durante la Giornata nazionale dell’Albero. “Siamo convinti che il nuovo modo di progettare sia legato a una processualità — spiega Andreas Kipar — che possiamo imparare dal terreno. Anche in architettura, se saremo bravi a seminare e curare, alla fine potremo raccogliere i frutti”.

 

Anche il “sogno veneziano” si lega così al tema portante scelto per la mostra dal direttore artistico Chipperfield: Common Ground. Lo fa in un luogo centrale per lo sviluppo del capoluogo veneto, il parco scientifico e tecnologico VEGA, nato grazie al recupero della zona e che ospita nelle vicinanze un incubatore per giovani imprese.

 

All’interno, l’oasi in miniatura di Kipar ha un ultimo messaggio. Di fronte (anche letteralmente) alla de-industrializzazione d’Italia, l’albero scelto per l’intervento è il gelso, simbolo di produttività per la seta e di longevità. “È un augurio per superare i tempi avversi — dice l’architetto — Un segnale di fiducia”.

 

 

Edoardo Bergamin

 

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