Cittadini modello tornano a scuola

Cittadini modello tornano a scuola

Le nuove forme di democrazia, e anche la buona impresa. A inizio settembre il percorso di RENA, Rete per l’Eccellenza Nazionale, continua con una summer school a Matera

1 settembre 2012

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In cinque anni le ambizioni non sono cambiate. Per gli associati di RENA, Rete per l’eccellenza nazionale, l’obiettivo rimane migliorare il Paese promuovendo l’apertura, la responsabilità, la trasparenza.

In attesa di farlo con grandi campagne, anche una classe estiva per trenta giovani può servire allo scopo.

 

A partire dal 2 settembre si ripete a Matera la summer school promossa dall’associazione, dedicata come l’anno scorso al buon governo e alla cittadinanza responsabile. Le candidature sono state 110 (poche meno rispetto al 2011). Durante la settimana di lezioni, alla classe si unirà poi un gruppo di “uditori” dagli enti locali patrocinanti.

 

Tra i docenti impegnati all’incubatore culturale del Rione Sassi si trovano molti professionisti attivi nelle istituzioni e sul web che ITALIC ha incontrato nel tempo: Alberto Cottica, autore di Wikicrazia, l’esperto di social media Dino Amenduni, il passato presidente di RENA Alessandro Fusacchia (ora impegnato per il Ministero dello Sviluppo economico), oltre a Paolo Verri, direttore della candidatura di Matera a Capitale europea della cultura, Riccardo Luna di Wikitalia e altri ancora.

 

Insieme, presenteranno agli studenti modelli di cittadinanza attiva e partecipazione alla sfera pubblica, per capire quali opportunità e ambiti di intervento — la città intelligente, ad esempio — hanno aperto le tecnologie digitali.

Allo stesso tempo si parlerà di un ricambio generazionale, tema centrale di un network formato da volontari perlopiù tra i 30 e i 40 anni.

 

“È dal suffragio universale che la democrazia che conosciamo è uguale a sé stessa, ma ora qualcosa sta cambiando”, spiega Francesco Luccisano, presidente dell’associazione da febbraio. È il caso dell’Islanda, che dopo la bancarotta nel 2008 ha riscritto la costituzione attraverso un testo aperto al contributo dei cittadini, o del ruolo dei social media nella Primavera araba.

Aumentano poi le informazioni a disposizione per governi, aziende, utenti. “Tutti siamo diventati produttori di una grande quantità di dati: in che modo questa enorme disponibilità permette decisioni politiche più informate?”.

 

Ma il discorso sul coinvolgimento pubblico non si esaurisce nelle lezioni sugli strumenti di condivisione e i dati aperti. Questa seconda edizione della scuola affronta anche le forme recenti di intraprendenza economica. Merito dei tempi duri: “L’ansia di trovare un’idea sul futuro economico del Paese ha toccato anche noi”, spiega ancora il presidente, che per professione lavora nelle relazioni esterne di Enel. “Parte del programma è dedicato alla nuova imprenditoria e alle start up, perché crediamo abbiano un grande potenziale per la crescita”.

 

Soprattutto, per RENA non è più attuale la contrapposizione ideale tra bene pubblico e interessi privati perseguiti dalle aziende. Di imprese in salute beneficiano tutti, anche senza considerare le varie forme di realtà non profit, o low profit, nate nell’ambito dell’impresa sociale e rappresentate nel programma a Matera. “Dei buoni imprenditori sono anche cittadini attivi”, dice Luccisano, e la storia di RENA vorrebbe dimostrarlo.

 

Dal 2007 il network ha realizzato progetti sull’occupazione giovanile rivolti agli studenti delle scuole o alle istituzioni, per favorire il talento e l’intraprendenza. “Cerchiamo di diffondere il nostro metodo — continua il presidente di RENA — Un segnale positivo è il numero crescente di aziende interessate ad accompagnarci”.

Insieme al sostegno del territorio, quest’anno la summer school conta poi su un contributo arrivato dalla Rete, circa 2000 euro raccolti attraverso la piattaforma italiana di crowd funding Eppela.

 

Per fare di più servirebbe altro, nella struttura e nei fondi a disposizione del network. “L’obiettivo finale è cambiare i valori di base della società. Per farlo esistono due approcci: il primo è raggiungere la massima visibilità e parlare a più orecchie possibili”, spiega Francesco Luccisano. “Noi siamo più bravi a fare progetti concreti: l’impatto profondo nelle persone è quello in cui crediamo”.

L’ambizione rimane migliorare il Paese, anche lavorando insieme a trenta persone.

 

© Riproduzione riservata

 

Foto: un’immagine dall’edizione 2011 della summer school.

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