La scuola efficiente

La scuola efficiente

Ridurre l’energia sprecata, risparmiare sulla bolletta e studiare meglio. Gli interventi per avere spazi migliori dove imparare

17 settembre 2012

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A Valdisotto, in Valtellina, c’è una scuola che in un anno ha quasi azzerato i suoi consumi.

Da 50mila litri di gasolio a soli mille, che insieme ai pannelli solari significa un risparmio energetico di oltre il 90%, grazie al risanamento completo di facciate e struttura.

L’intervento è costato al Comune quasi due milioni di euro (e un mutuo bancario), ma in tredici anni promette di essere del tutto ammortizzato.

 

Con oltre 24mila sedi sul territorio, la scuola italiana è una grande opportunità anche dal punto di vista energetico.

Oltre a un impatto positivo sull’ambiente, rendere più efficienti i vecchi edifici promette, in tempi di riduzione della spesa, un risparmio notevole di risorse pubbliche. Ma anche di migliorare la qualità di vita nei luoghi destinati agli studenti, con aule più confortevoli che favoriscono lo studio.

 

Il traguardo è la sostenibilità del patrimonio scolastico, tema di cui si occuperà in questi giorni REbuild, convention sulla riqualificazione immobiliare organizzata dalle imprese del settore a Riva del Garda (17-19 settembre). Con quali obiettivi intervenire e per quali benefici lo spiegherà Alberto Ballardini di Habitech, rete con trecento imprese e enti per l’energia e l’ambiente del Trentino.

 

Come in ogni edificio, l’efficienza energetica riguarda innanzitutto l’isolamento termico dell’involucro e la salute degli impianti, ovvero l’“hardware” della struttura.

Le soluzioni che aiutano a ottimizzare le risorse impiegate per alimentare, riscaldare e raffreddare i locali sono conosciute: da finestre e porte con una tenuta maggiore alle pareti esterne “ventilate” (cioè protette grazie a un’intercapedine d’aria), fino ai sistemi di aerazione automatizzati e ai sensori di luminosità e CO2 nell’aria.

A queste si aggiungono gli impianti per sfruttare le energie rinnovabili, ma le varie tecnologie non riguardano solo le perdite e i guadagni di un sistema.

 

“Bisogna fare un salto di efficienza nelle bollette, ma anche nella qualità di vita di chi abita i luoghi”, spiega Ballardini, esperto di certificazioni e retrofit (le azioni su edifici già esistenti). “Dobbiamo pensarli in base a quello che succede dentro”.

Una scuola riqualificata deve offrire livelli di comfort adeguati, aule con una buona acustica e temperature equilibrate, garantire la qualità dell’aria. Non sono dettagli: troppa anidride carbonica aiuta a distrarsi, gli sbalzi termici sono responsabili di malattie e fastidi fisici, e quindi di assenze e costi per le famiglie.

 

Le scuole efficienti aiutano a studiare in modo efficiente. Lo dimostrerebbero anche i numeri di un ente di certificazione statunitense, il Center for Green Schools, che negli alunni degli istituti verdi ha riscontrato risultati migliori nell’apprendimento e livelli di attenzione più alti — di fatto stabilendo una connessione tra dispersione energetica e scolastica.

 

Ovviamente, perché un’azione di risanamento abbia effetto è però necessario attivare le persone. Si tratta degli interventi sul “software” di una scuola, per coinvolgere studenti, insegnanti e un personale in comportamenti più consapevoli, ad esempio nel consumo d’acqua o nella raccolta dei rifiuti.

 

“Il tema della manutenzione è poi fondamentale — dice ancora Alberto Ballardini — Chi gestisce le tecnologie è in grado di farlo?” Non sostituire i filtri di un sistema di condizionamento, o dimenticare i controlli sui sensori, rendono inutili gli investimenti, e hanno effetti negativi.

La stessa cura per la sostenibilità dei prodotti va usata infine in tutti i servizi, dalla mensa alle pulizie.

 

In Italia lo stato dell’edilizia scolastica oggi impone altre priorità, con casi critici — anche d’emergenza — legati alla sicurezza delle strutture e alle forniture per la didattica. Ma gli esempi positivi e le iniziative non mancano, complici anche i fondi per le smart cities.

Nell’incontro di REbuild sul tema, la provincia di Treviso presenterà il suo piano per ridurre del 20% i consumi e le emissioni del patrimonio scolastico locale (41 istituti con 132 edifici) e risparmiare 800mila euro all’anno sui costi di gestione da qui al 2016. A farsi carico degli investimenti necessari saranno aziende private, poi ricompensate grazie a quote della riduzione dei consumi e bonus proporzionali ai benefici apportati.

 

Servono non solo le tecnologie ma anche processi pubblici innovativi, per fare in modo — sia per rispetto dell’ambiente, istruzione, risparmio o guadagno — che le scuole a Valdisotto e nelle altre realtà virtuose in Italia non restino casi isolati.

 

 

Edoardo Bergamin

 

© Riproduzione riservata

 

Foto: la scuola elementare e media di Valdisotto, in provincia di Sondrio.

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